venerdì 7 novembre 2008

Primi passi di Obama. Non con l'Italia . Berlusconi: telefonata? Polemiche ridicole



IL CORRIERE DELLA SERA
Il neopresidente chiama 9 leader ma non il nostro. Che precisa: «In Europa sono miglior amico degli Usa»

WASHINGTON (USA) - Ha telefonato a nove leader mondiali che lo avevano chiamato per congratularsi per il risultato del voto Barack Obama. Il presidente eletto ha sentito Nicolas Sarkozy, il messicano Felipe Calderon, il sudcoreano Lee Myung-bak e i premier australiano Kevin Rudd, canadese Harper, israeliano Ehud Olmert, giapponese Taro Aso, britannico Gordon Brown e la cancelliere tedesca Angela Merkel. Obama ha quindi sentito tutti i capi del G7, tranne uno: il premier italiano Silvio Berlusconi. Naturalmente non si può certo dire che questo sia dovuto
all'infelice battuta di Berlusconi sulla sua «abbronzatura». Anzi, potrebbe facilmente non essere così. E al di là delle battute, la cosa potrebbe delineare una scaletta di priorità «diplomatiche» del neoletto presidente degli Stati Uniti nella quale l'Italia non è stata inclusa.


«COSA RIDICOLA» - Il presidente del Consiglio italiano dal canto suo minimizza e apostrofa come «ridicole» le polemiche sulla mancata chiamata. «Sono certamente il più grande amico degli Stati Uniti in Europa, qualcuno mi ha definito come l'americano con la K» ha dichiarato Berlusconi al termine del Consiglio europeo di Bruxelles, assicurando che incontrerà Obama.


IL COLLOQUIO PIÙ LUNGO - In Europa, ha chiamato il presidente francese Nicolas Sarkozy (lungo colloquio con quello che è anche il presidente di turno del Consiglio europeo), poi il premier britannico Gordon Brown, il cancelliere tedesco Angela Merkel. Dei leader del G8, ha telefonato anche al giapponese e al canadese. E poi i capi dell'esecutivo di Israele (la questione mediorientale è un argomento inevitabile per un presidente degli Usa) e Messico (il più vicino Paese del Nafta). Poi una telefonata con i capi di governo di SudCorea, Australia. Una geografia di amici dove, del G8, non compaiono l'Italia, che Obama non aveva già visitato in estate, quando era stato in Europa, e la Russia. Ma, fuori dal gruppo dei Grandi, per restare in Europa, non è stato chiamato, nel primo giro di telefonate, nemmeno il premier spagnolo Zapatero. Del resto le telefonate di Obama non sono certo finite.


«OBAMA NON SARA' AL G20» - Nessun incontro invece con i leader mondiali è previsto a margine del G20 di Washington in programma il 15 novembre. La Casa Bianca infatti ha fatto sapere che il prossimo presidente degli Stati Uniti, il democratico Barack Obama, non parteciperà al vertice sulla crisi dei mercati. La notizia era stata anticipata dal New York Times. «Non si aspetta la presenza di Barack Obama» ha fatto sapere la casa Bianca.


07 novembre 2008

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