LA STAMPA 21/11/2008
All'inizio poteva sembrare una tragica storia da adolescenti, in cui una ragazza sensibile, rifiutata dal ragazzo che ama conosciuto su Internet, soffre così tanto da impiccarsi nella propria camera da letto. Ma nella vicenda del suicdio della tredicenne Megan Meier non tutto è come sembra. Il suo fidanzato virtuale, Joshn Evans, infatti, non era altro che una finta identità creata da altri appositamente per prenderla in giro.
Il 18 novembre Lori Drew, la vicina di casa di Megan e madre dell'ex migliore amica della ragazza, è stata messa sotto processo per aver infranto leggi federali originariamente scritte per contrastare la pirateria informatica. La morte di Megan e la successiva decisione delle autorità del Missouri di non muovere nessuna accusa Drew riguardo al suicidio hanno creato scandalo quando i dettagli sono venuti alla luce nell'autunno dello scorso anno, circa dodici mesi dopo il suicidia. La polizia, infatti, ha scoperto che Drew, preoccupata dal fatto che Megan stesse diffondendo dei pettegolezzi sul contro della propria figlia, ha reclutato la stessa figlia e un'altra ragazza, Ashley Grills, per creare il profilo MySpace del sedicenne Josh.
Sembra che le tre donne abbiano usato questa finta identità per contattare Megan e chattare con lei per alcuni mesi, fingendosi un amico e incoraggiandola a dire che cosa pensasse dei suoi amici, tra i quali la stessa figlia di Lori Drew con cui aveva recentemente litigato. La madre della ragazza, Tina, ha raccontato che Megan aveva problemi di peso e di autostima e che finalmente aveva pensato di aver trovato un ragazzo a cui piaceva così com'era.
Nell'ottobre del 2006, però, Ashley, fingendosi sempre Josh, ha avuto un duro litigio online con Megan, dicendole: «Sei una cattiva persona e tutti ti odiano. Il mondo sarebbe un posto migliore senza di te». I genitori della ragazza l'anno vista correre al piano di sopra in lacrime: venti minuti dopo la madre l'ha trovata impiccata nella sua camera da letto ed è morta in ospedale il giorno dopo.
I pubblici ministeri, però, si sono sccorti che in Missouri non esisteva nessuna legge che includesse il reato che aveva commesso Lori Drew: a quel punto sono state le autorità della Californioa a rilevare il caso utilizzando leggi federali, dal momento che MySpace ha sede proprio in quello stato. Ad Ashley Grills è stata offerta l'immunità in cambio della testimonianza contro Lori Drew che rischia, comunque, vent'anni di galera

1 commento:
Che squallida storia!
Madda
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