mercoledì 19 novembre 2008

Veltroni all'attacco del premier. "Clima infernale, governo grottesco"

LA REPUBBLICA

ROMA - "Berlusconi non è l'uomo delle istituzioni e del dialogo ma è l'uomo della rottura, del conflitto, della contrapposizione frontale". Il segretario del Pd, Walter Veltroni, interviene in serata a un'iniziativa della sezione del Pd nel centro storico di Roma, in via dei Giubbonari. E attacca il presidente del Consiglio su più fronti. Nel paese, osserva, "c'è un clima politico infernale voluto da chi governa", ma "ora è finito il tempo dello spettacolo, è venuto il tempo delle cose serie". Il leader del Pd si dice convinto che "nei prossimi mesi si aprirà un baratro tra la drammaticità della crisi e la futilità spettacolare di chi sta al governo". E a quel punto "si aprirà uno spazio per il Pd, una forza seria e lineare e non furba, perché la furbizia fa fare solo pochi metri".

Parlando agli iscritti della sezione di via dei Giubbonari, Veltroni spiega che "il governo inizia a sentire che c'è una flessione del consenso", mentre il Pd è in ripresa, e soprattutto è lineare, "possiamo anche sbagliare ma non facciamo zig zag. Stiamo costruendo un grande partito riformista di massa e le due cose non sono in contraddizione".

E sottolinea che "oggi, su base nazionale, la destra non è più il 51%. In un momento in cui il paese è sfiancato e siamo in una situazione di recessione che entra come un terremoto nelle case delle persone, Berlusconi gira e si diverte. Ma di tante cose inaudite che ha detto - precisa - quella più grave è che la crisi non avrà effetti sull'economia reale. E' una presa in giro degli italiani".

Veltroni giudica "l'azione del governo fatta sin qui quasi grottesca, perché le valutazioni del Dpef erano tutte sbagliate e invece di intervenire a sostegno dei redditi, delle pensioni e delle piccole e medie imprese si crea un clima politico infernale voluto da chi venne qui da voi e fu accolto come un ospite perché noi siamo così e gli avversari non li fischiamo".

In una fase come questa, insiste Veltroni, bisogna attuare interventi immediati di sostegno alle pensioni e ai salari, misure a favore delle piccole e medie imprese e anche l'obiettivo del pareggio di bilancio "deve diventare un pochino più flessibile: lo hanno fatto Francia e Germania, dovremmo farlo anche noi".

Il Pd, insiste il segretario del partito, "non è la semplice prosecuzione di ciò che c'era prima ma è qualcosa di nuovo. Noi dobbiamo fare il partito del nuovo millennio e la riuscita della manifestazione del Circo Massimo è la dimostrazione che la nostra sfida, che appare temeraria, è possibile". Veltroni si dice ottimista sulle elezioni in Abruzzo, dove "ci sono le possibilità di avere il risultato che il Pd vuole". Quanto al ruolo dell'opposizione, Veltroni spiega che il Pd deve "coltivare la doppia identità: fermezza ma anche forte capacità di proposta".

(19 novembre 2008)

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Finalmente l'ha capito !
Duro di comprendonio !
Specie dopo il milione di firme per il referendum per la cancellazione del lodo Alfano, che Di Pietro ha raccolto tutto da solo.
E dopo lo smacco della Commissione parlamentare di Vigilenza Rai.
E dopo il 'pizzino di Latorre.
Speriamo che sia duro che duri (come dicono in Toscana)!
Altrimenti D'Alema lo fotte alla grande e allora: si salvi chi può.