ROMA - Ieri le parole molto critiche verso il presidente della Repubblica pronunciate, nel corso di una manifestazione nella capitale, da Antonio Di Pietro, con la replica del Quirinale. E oggi, la polemica intorno a quelle parole non sembra placarsi: il leader dell'Idv, intervistato dall'Unità, sostiene di "non avere mai accusato" Giorgio Napolitano; ma dirigenti di spicco del suo partito, come il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, si smarcano dai suoi giudizi. Ribadendo la correttezza dell'operato del capo dello Stato.
Di Pietro si difende. "Non ho offeso il presidente e non c'è nulla da chiarire'', dice il fondatore dell'Italia dell'Idv al quotidiano. Non negando di aver detto che "il silenzio è un comportamento mafioso": "Lo ribadisco. Ma non tiriamo per la giacchetta il presidente della Repubblica. Io non ho offeso Napolitano bensì ho ripetuto il sacrosanto appello dell'associazione vittime di mafia che vedono con dolore e preoccupazione il silenzio che c'è nella lotta alla mafia". E ancora: "Lotta alla mafia, ai criminali e massimo rispetto per il capo dello Stato: questa è l'Italia dei valori".
Donadi si smarca. Il capogruppo alla Camera, che è anche il numero due del partito, oggi esprime opinioni diverse da quelle del leader: ''E' un dato oggettivo - dice ad Affaritaliani.it - che Napolitano, in alcuni momenti molto delicati - ad esempio il Lodo Alfano o la ricorrente aggressione alla magistratura - è stato parco di parole e a dir poco prudente. C'e' chi in questo comportamento vede una debolezza del capo dello Stato, ma su questo punto tema io ho una mia idea che non coincide totalmente con quella del partito: credo che Napolitano abbia fatto bene a fare così''.
(29 gennaio 2009)
Di Pietro si difende. "Non ho offeso il presidente e non c'è nulla da chiarire'', dice il fondatore dell'Italia dell'Idv al quotidiano. Non negando di aver detto che "il silenzio è un comportamento mafioso": "Lo ribadisco. Ma non tiriamo per la giacchetta il presidente della Repubblica. Io non ho offeso Napolitano bensì ho ripetuto il sacrosanto appello dell'associazione vittime di mafia che vedono con dolore e preoccupazione il silenzio che c'è nella lotta alla mafia". E ancora: "Lotta alla mafia, ai criminali e massimo rispetto per il capo dello Stato: questa è l'Italia dei valori".
Donadi si smarca. Il capogruppo alla Camera, che è anche il numero due del partito, oggi esprime opinioni diverse da quelle del leader: ''E' un dato oggettivo - dice ad Affaritaliani.it - che Napolitano, in alcuni momenti molto delicati - ad esempio il Lodo Alfano o la ricorrente aggressione alla magistratura - è stato parco di parole e a dir poco prudente. C'e' chi in questo comportamento vede una debolezza del capo dello Stato, ma su questo punto tema io ho una mia idea che non coincide totalmente con quella del partito: credo che Napolitano abbia fatto bene a fare così''.
(29 gennaio 2009)


1 commento:
DONADI NON SA QUANDO E' IL MOMENTO DI PARLARE E QUALE QUELLO DI TACERE, COME IN QUESTA CIRCOSTANZA, IN CUI HA INDEBOLITO IL SUO LEADER, SENZA DEL QUALE SAREBBE IL SIGNOR NESSUNO !
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