ROMA - Dopo il capo dello Stato, il premier, i presidenti di Camera e Senato e il segretario del Pd, l'ultima presa di distanze da Antonio Di Pietro, che mercoledì ha attaccato Napolitano durante la manifestazione in piazza Farnese contro la sospensione decisa dal Csm del procuratore Apicella, arriva da dentro casa. E cioè da Massimo Donadi, capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori, solitamente in prima linea nel dare la direzione al partito. «È un dato oggettivo che Napolitano, in alcuni momenti molto delicati che hanno coinciso con passaggi dove la maggioranza ha posto in essere delle notevoli forzature istituzionali - ad esempio il Lodo Alfano o la ricorrente aggressione alla magistratura -, è stato parco di parole e a dir poco prudente. C’è chi in questo comportamento vede una debolezza del capo dello Stato, ma su questo tema io ho una mia idea che non coincide totalmente con quella del partito: credo che Napolitano abbia fatto bene a fare così» ha detto il deputato ad Affari Italiani.
DI PIETRO: «MASSIMO RISPETTO» - Il leader del partito Antonio Di Pietro ribadisce invece in un'intervista all'Unità di avere il «massimo rispetto per il capo dello Stato». «Il silenzio è un comportamento mafioso - aveva detto Di Pietro in piazza Farnese -. E lo ribadisco. Ma non tiriamo per la giacchetta il presidente della Repubblica. Io non ho offeso Napolitano bensì ho ripetuto il sacrosanto appello dell’Associazione vittime di mafia che vedono con dolore e preoccupazione il silenzio che c’è nella lotta alla mafia. Non esiste un conflitto tra l’Idv e il Capo dello Stato. Il conflitto c’è tra l’Idv e chi fa le leggi che impediscono ai magistrati di fare il proprio lavoro. Non ho offeso il presidente e non c’è nulla da chiarire». Di Pietro è poi tornato sull'argomento con uno scritto sul suo blog: «Lo striscione esposto a piazza Farnese non offendeva il presidente Napolitano e nemmeno io l'ho fatto. Le decine di video pubblicati in Rete mi danno ragione. I cittadini mi danno ragione e io do ragione a Beppe Grillo quando dice che "questo è un Paese da rifare". La realtà è che quella piazza ha difeso la democrazia, ha difeso Luigi de Magistris, Clementina Forleo, Luigi Apicella vittime della mafia anche loro, quella che sempre più si infiltra nelle istituzioni, quella che uccide senza pallottole, ma con la carta stampata e i Tg, le nuove armi di distruzione di massa».
FASSINO: «DEVE SCUSARSI» - Il ministro ombra degli Esteri del Pd Piero Fassino, intervistato da Youdem.tv, definisce le affermazioni di Di Pietro contro Napolitano «inconcepibili e inaccettabili» e sottolinea che qualcosa da chiarire c'è, «sennò non ci sarebbe stato bisogno di un fare un comunicato. Però Di Pietro si sarebbe dovuto scusare con il capo dello Stato per le sue espressioni offensive. È inconcepibile tutto ciò che ha detto e del tutto infondato che Napolitano non si comporti da arbitro e irricevibile che si stabilisca una qualunque correlazione tra l’atteggiamento del presidente e i silenzi mafiosi».
29 gennaio 2009
DI PIETRO: «MASSIMO RISPETTO» - Il leader del partito Antonio Di Pietro ribadisce invece in un'intervista all'Unità di avere il «massimo rispetto per il capo dello Stato». «Il silenzio è un comportamento mafioso - aveva detto Di Pietro in piazza Farnese -. E lo ribadisco. Ma non tiriamo per la giacchetta il presidente della Repubblica. Io non ho offeso Napolitano bensì ho ripetuto il sacrosanto appello dell’Associazione vittime di mafia che vedono con dolore e preoccupazione il silenzio che c’è nella lotta alla mafia. Non esiste un conflitto tra l’Idv e il Capo dello Stato. Il conflitto c’è tra l’Idv e chi fa le leggi che impediscono ai magistrati di fare il proprio lavoro. Non ho offeso il presidente e non c’è nulla da chiarire». Di Pietro è poi tornato sull'argomento con uno scritto sul suo blog: «Lo striscione esposto a piazza Farnese non offendeva il presidente Napolitano e nemmeno io l'ho fatto. Le decine di video pubblicati in Rete mi danno ragione. I cittadini mi danno ragione e io do ragione a Beppe Grillo quando dice che "questo è un Paese da rifare". La realtà è che quella piazza ha difeso la democrazia, ha difeso Luigi de Magistris, Clementina Forleo, Luigi Apicella vittime della mafia anche loro, quella che sempre più si infiltra nelle istituzioni, quella che uccide senza pallottole, ma con la carta stampata e i Tg, le nuove armi di distruzione di massa».
FASSINO: «DEVE SCUSARSI» - Il ministro ombra degli Esteri del Pd Piero Fassino, intervistato da Youdem.tv, definisce le affermazioni di Di Pietro contro Napolitano «inconcepibili e inaccettabili» e sottolinea che qualcosa da chiarire c'è, «sennò non ci sarebbe stato bisogno di un fare un comunicato. Però Di Pietro si sarebbe dovuto scusare con il capo dello Stato per le sue espressioni offensive. È inconcepibile tutto ciò che ha detto e del tutto infondato che Napolitano non si comporti da arbitro e irricevibile che si stabilisca una qualunque correlazione tra l’atteggiamento del presidente e i silenzi mafiosi».
29 gennaio 2009


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