MARCO TRAVAGLIO
Il Riesame di Potenza ha annullato gli arresti domiciliari al deputato Pd Salvatore Margiotta. Decisione del tutto superflua: alla vigilia di Natale la Camera unanime (tranne i soliti dipietristi e Furio Colombo) si era già sostituita al Tribunale bloccando l'arresto disposto dal gip Pavese su richiesta del pm Woodcock per associazione a delinquere, turbativa d'asta e corruzione. Ennesimo abuso di potere: i deputati non possono bloccare il provvedimento di un giudice entrando nel merito delle esigenze cautelari e dei gravi indizi di colpevolezza, salvo in presenza di fumus persecutionis contro il candidato alle manette. Fumus escluso dal grosso della giunta per le autorizzazioni a procedere.
Il verbale dell'illustre consesso raggiunge vette di umorismo involontario finora ineguagliate. Puro cabaret. Margiotta è chiamato in causa da intercettazioni: una documenta un suo incontro clandestino, in un vicolo appartato, con un imprenditore interessato ad appalti petroliferi in Lucania; il quale poi confida a un altro di aver promesso a "Salvato'" 200 mila euro per i suoi buoni uffici nella gara truccata. Davanti alla giunta, Margiotta nega soldi e promesse, "ammesso che Salvato' sia io, cosa di cui dubito fortemente". Ma come fa a sapere che l'imprenditore non millantava? Il leghista Matteo Brigandì gli domanda acutamente: "Ritiene la vicenda viziata da fumus persecutionis?". La risposta del testimone super partes è sorprendente: "Sì". La prova della persecuzione di Woodcock (del gip nessuno parla, come se gli arresti li facesse il pm)? "Io e la mia famiglia non siamo nuovi a iniziative di questo pm".
Infatti Woodcock aveva già inviato alla Camera altre sue intercettazioni con la moglie Luisa Fasano, capo della Mobile di Potenza (il collegio elettorale del marito), indagata per abuso. Dunque, se un pm indaga due volte sul marito e una sulla moglie, diventa automaticamente persecutore. Chi lo dice? L'indagato, marito dell'indagata. Elio Belcastro (Mpa) sfodera un altro argomento formidabile: siccome "15 anni fa Mani pulite segnò la fine di un'era", allora niente arresto. Il forzista Maurizio Paniz assicura: il Pdl dirà sempre no alla cattura di parlamentari, "a prescindere dal partito". Pierluigi Castagnetti, ex margherito come Margiotta, estrae l'alibi decisivo: è inverosimile "una tangente di 200 mila euro per un appalto nientemeno che di 35 milioni".
Un deputato non si vende per così poco, questione di dignità. Colpo di genio finale: Antonio Leone, Pdl, denuncia che Woodcock "chiese di usare intercettazioni tra Margiotta e la moglie, in barba al motto popolare per cui 'tra moglie e marito non mettere il dito'". Ecco: oltreché al codice penale, i pm devono attenersi pure ai proverbi. E meno male che nessuno ha citato stanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino", o "l'occasione fa l'uomo ladro", o "se bello vuoi apparire, un poco devi soffrire". Altrimenti il povero Salvato' lo fucilavano su due piedi.
Il verbale dell'illustre consesso raggiunge vette di umorismo involontario finora ineguagliate. Puro cabaret. Margiotta è chiamato in causa da intercettazioni: una documenta un suo incontro clandestino, in un vicolo appartato, con un imprenditore interessato ad appalti petroliferi in Lucania; il quale poi confida a un altro di aver promesso a "Salvato'" 200 mila euro per i suoi buoni uffici nella gara truccata. Davanti alla giunta, Margiotta nega soldi e promesse, "ammesso che Salvato' sia io, cosa di cui dubito fortemente". Ma come fa a sapere che l'imprenditore non millantava? Il leghista Matteo Brigandì gli domanda acutamente: "Ritiene la vicenda viziata da fumus persecutionis?". La risposta del testimone super partes è sorprendente: "Sì". La prova della persecuzione di Woodcock (del gip nessuno parla, come se gli arresti li facesse il pm)? "Io e la mia famiglia non siamo nuovi a iniziative di questo pm".
Infatti Woodcock aveva già inviato alla Camera altre sue intercettazioni con la moglie Luisa Fasano, capo della Mobile di Potenza (il collegio elettorale del marito), indagata per abuso. Dunque, se un pm indaga due volte sul marito e una sulla moglie, diventa automaticamente persecutore. Chi lo dice? L'indagato, marito dell'indagata. Elio Belcastro (Mpa) sfodera un altro argomento formidabile: siccome "15 anni fa Mani pulite segnò la fine di un'era", allora niente arresto. Il forzista Maurizio Paniz assicura: il Pdl dirà sempre no alla cattura di parlamentari, "a prescindere dal partito". Pierluigi Castagnetti, ex margherito come Margiotta, estrae l'alibi decisivo: è inverosimile "una tangente di 200 mila euro per un appalto nientemeno che di 35 milioni".
Un deputato non si vende per così poco, questione di dignità. Colpo di genio finale: Antonio Leone, Pdl, denuncia che Woodcock "chiese di usare intercettazioni tra Margiotta e la moglie, in barba al motto popolare per cui 'tra moglie e marito non mettere il dito'". Ecco: oltreché al codice penale, i pm devono attenersi pure ai proverbi. E meno male che nessuno ha citato stanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino", o "l'occasione fa l'uomo ladro", o "se bello vuoi apparire, un poco devi soffrire". Altrimenti il povero Salvato' lo fucilavano su due piedi.
(09 gennaio 2009)


Nessun commento:
Posta un commento