SILVANA MURA
17 Gennaio 2009
Il partito sta vivendo in maniera molto serena le vicende di queste prime settimane del nuovo anno. Siamo sereni perché l’Italia dei Valori non ha nulla da nascondere. Stiamo ai fatti.
Ieri Di Pietro si è recato a Napoli per rilasciare deposizioni spontanee ai Magistrati che stanno indagando su Romeo e i suoi rapporti con la politica.
Ha spiegato i motivi per i quali è stato rimosso Mautone chiarendo ogni cosa, e la sua deposizione è stata definita dagli stessi magistrati di estrema utilità. E sono stati sempre loro a definire l’iscrizione al registro degli indagati di Cristiano “un atto dovuto per proseguire l’attività investigativa”.
Vorrei sottolineare, che Di Pietro ha esortato i giudici a non aver alcun riguardo nel portare avanti l’inchiesta nei confronti di Cristiano, parenti o esponenti del partito.
Ancora una volta, personalmente, ritengo che l’Italia dei Valori sta dimostrando con i fatti la sua diversità rispetto agli altri partiti.
Noi, come ha fatto Di Pietro, ci mettiamo a disposizione dei magistrati e offriamo loro tutti gli elementi che consentano di portare avanti più velocemente un’inchiesta. Altri preferiscono inventarsi leggi e leggine per bloccare l’operato della magistratura.
Cristiano Di Pietro si è dimesso dal partito non appena sono state pubblicate le intercettazioni, senza se e senza ma. E dimettersi dal partito rappresenta, a tutti gli effetti, un atto umanamente e politicamente più forte rispetto a quello di abbandonare la carica elettiva. Confesso di aver apprezzato molto il suo gesto.
Per quanto riguarda Napoli e la Campania, oggi su alcuni giornali si parla di alcuni nostri esponenti indagati, ma in alcuni casi si confonde tra l’essere citati nelle intercettazioni e l’aver ricevuto un avviso di garanzia. Ad ogni modo, c’è stato un nostro ex deputato, Porfidia, che si è autosospeso senza neanche aver ricevuto un avviso di garanzia, solo per salvaguardare l’onorabilità del partito.
Ciò che è fuor di dubbio, è che la dirigenza non coprirà mai nessuno del partito che si sia macchiato di un reato.
Certo risulta un po’ strano che quando la dirigenza nazionale apre un’inchiesta interna, proprio chi ha soffiato sul fuoco contribuendo ad esacerbare il clima di sospetto e tensione, non sia presente per argomentare le proprie posizioni ed offrire così l’opportunità di comprendere la realtà dei fatti.
Ritengo di fondamentale importanza sottolineare la decisione presa ieri dall’Ufficio di presidenza di sottoporre al prossimo Esecutivo nazionale la sottoscrizione di un codice etico nel quale, partendo dall’esempio di Cristiano Di Pietro e dell’on. Americo Porfidia: chiunque sia gravato da un’ipotesi di illegalità, si deve autosospendere, fino a quando non verrà dimostrata la sua piena estraneità.
Siamo tranquilli, e ci riesce ancor più facile esserlo alla luce dei 2 sondaggi pubblicati nei giorni scorsi. Secondo i dati rilevati nei primi 10 giorni di gennaio, dunque con la gente ampiamente a conoscenza delle vicende in questione, siamo a percentuali molto alte, addirittura al 10%. Una prova inconfutabile che i cittadini comprendono a pieno la differenza di comportamento e, soprattutto, distinguono le notizie dagli attacchi strumentali.
Siamo sereni, inoltre, perché con il nostro atteggiamento di piena collaborazione con la magistratura abbiamo dimostrato di essere coerenti con la nostra linea politica, anche con scelte umanamente difficili.
Antonio Di Pietro di fronte ad una feroce campagna mediatica di alcuni quotidiani, la cui proprietà è ben nota, ha reso pubbliche informazioni personali e familiari che nessun altro si sarebbe sognato di fare.
Il partito ha messo in piazza i suoi conti: sfido a chiedere le stesse cose che hanno chiesto a noi anche agli altri partiti, per vedere se si riceve la stessa ampiezza di informazioni.
‘Il Giornale’ che non posso che definire bugiardo, è riuscito persino a scrivere il 24 dicembre, come regalo di Natale, che in qualità di tesoriere nazionale del partito io stessa sarei stata rinviata a giudizio: cosa assolutamente falsa e motivo per cui ho fatto causa per diffamazione e ho chiesto un risarcimento per i danni di immagine subiti.
In questi giorni ho sentito un paio di nostri parlamentari invocare più democrazia interna. Ma la prassi democratica interna al partito non è mai venuta meno, ed oggi, con le modifiche apportate allo statuto è stata ulteriormente rafforzata.
Se questi appelli fossero giunti un paio di mesi fa, o meglio ancora quando queste persone hanno accettato una candidatura da loro fortemente richiesta, sono certa che i loro appelli sarebbero stati sicuramente più autorevoli e apprezzabili.
Ieri Di Pietro si è recato a Napoli per rilasciare deposizioni spontanee ai Magistrati che stanno indagando su Romeo e i suoi rapporti con la politica.
Ha spiegato i motivi per i quali è stato rimosso Mautone chiarendo ogni cosa, e la sua deposizione è stata definita dagli stessi magistrati di estrema utilità. E sono stati sempre loro a definire l’iscrizione al registro degli indagati di Cristiano “un atto dovuto per proseguire l’attività investigativa”.
Vorrei sottolineare, che Di Pietro ha esortato i giudici a non aver alcun riguardo nel portare avanti l’inchiesta nei confronti di Cristiano, parenti o esponenti del partito.
Ancora una volta, personalmente, ritengo che l’Italia dei Valori sta dimostrando con i fatti la sua diversità rispetto agli altri partiti.
Noi, come ha fatto Di Pietro, ci mettiamo a disposizione dei magistrati e offriamo loro tutti gli elementi che consentano di portare avanti più velocemente un’inchiesta. Altri preferiscono inventarsi leggi e leggine per bloccare l’operato della magistratura.
Cristiano Di Pietro si è dimesso dal partito non appena sono state pubblicate le intercettazioni, senza se e senza ma. E dimettersi dal partito rappresenta, a tutti gli effetti, un atto umanamente e politicamente più forte rispetto a quello di abbandonare la carica elettiva. Confesso di aver apprezzato molto il suo gesto.
Per quanto riguarda Napoli e la Campania, oggi su alcuni giornali si parla di alcuni nostri esponenti indagati, ma in alcuni casi si confonde tra l’essere citati nelle intercettazioni e l’aver ricevuto un avviso di garanzia. Ad ogni modo, c’è stato un nostro ex deputato, Porfidia, che si è autosospeso senza neanche aver ricevuto un avviso di garanzia, solo per salvaguardare l’onorabilità del partito.
Ciò che è fuor di dubbio, è che la dirigenza non coprirà mai nessuno del partito che si sia macchiato di un reato.
Certo risulta un po’ strano che quando la dirigenza nazionale apre un’inchiesta interna, proprio chi ha soffiato sul fuoco contribuendo ad esacerbare il clima di sospetto e tensione, non sia presente per argomentare le proprie posizioni ed offrire così l’opportunità di comprendere la realtà dei fatti.
Ritengo di fondamentale importanza sottolineare la decisione presa ieri dall’Ufficio di presidenza di sottoporre al prossimo Esecutivo nazionale la sottoscrizione di un codice etico nel quale, partendo dall’esempio di Cristiano Di Pietro e dell’on. Americo Porfidia: chiunque sia gravato da un’ipotesi di illegalità, si deve autosospendere, fino a quando non verrà dimostrata la sua piena estraneità.
Siamo tranquilli, e ci riesce ancor più facile esserlo alla luce dei 2 sondaggi pubblicati nei giorni scorsi. Secondo i dati rilevati nei primi 10 giorni di gennaio, dunque con la gente ampiamente a conoscenza delle vicende in questione, siamo a percentuali molto alte, addirittura al 10%. Una prova inconfutabile che i cittadini comprendono a pieno la differenza di comportamento e, soprattutto, distinguono le notizie dagli attacchi strumentali.
Siamo sereni, inoltre, perché con il nostro atteggiamento di piena collaborazione con la magistratura abbiamo dimostrato di essere coerenti con la nostra linea politica, anche con scelte umanamente difficili.
Antonio Di Pietro di fronte ad una feroce campagna mediatica di alcuni quotidiani, la cui proprietà è ben nota, ha reso pubbliche informazioni personali e familiari che nessun altro si sarebbe sognato di fare.
Il partito ha messo in piazza i suoi conti: sfido a chiedere le stesse cose che hanno chiesto a noi anche agli altri partiti, per vedere se si riceve la stessa ampiezza di informazioni.
‘Il Giornale’ che non posso che definire bugiardo, è riuscito persino a scrivere il 24 dicembre, come regalo di Natale, che in qualità di tesoriere nazionale del partito io stessa sarei stata rinviata a giudizio: cosa assolutamente falsa e motivo per cui ho fatto causa per diffamazione e ho chiesto un risarcimento per i danni di immagine subiti.
In questi giorni ho sentito un paio di nostri parlamentari invocare più democrazia interna. Ma la prassi democratica interna al partito non è mai venuta meno, ed oggi, con le modifiche apportate allo statuto è stata ulteriormente rafforzata.
Se questi appelli fossero giunti un paio di mesi fa, o meglio ancora quando queste persone hanno accettato una candidatura da loro fortemente richiesta, sono certa che i loro appelli sarebbero stati sicuramente più autorevoli e apprezzabili.


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