12/1/2009
Prove di dialogo tra i Poli dopo il "lodo Fini". Il presidente della Camera invita le forze politiche al confronto in Parlamento per una riforma condivisa della giustizia. Una sollecitazione che non cade nel vuoto. «Il confronto che si è aperto tra maggioranza ed opposizione sulla riforma della giustizia è positivo e conferma il fatto che ci troviamo di fronte ad un’occasione irripetibile per realizzare una riforma reale di cui c’è un’assoluta necessità», dice il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, che aggiunge «la posizione del Pd sarà realmente credibile se esso prenderà davvero le distanze da Di Pietro e dal suo movimento».
Che il 2009 possa essere veramente l’anno delle riforme lo sostiene anche il ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi. «La macchina si è avviata, a bordo ci sono tutti, maggioranza ed opposizione, il traguardo può essere raggiunto. Speriamo -auspica Rotondi- che qualcuno dell’opposizione non scenda anticipatamente perchè preso da raptus antiberlusconiani. Considero positive le parole di D’Alema che danno una spinta importante al raggiungimento dell’obiettivo». Massimo D’Alema sottolinea che «riforme condivise non sono un tabù» e ricorda che «tra tante irritualità, quella di Fini rappresenta un momento positivo. È utile che persone ragionevoli cerchino vie percorribili utili per il Paese. Le considerazioni di Fini non sono un programma ma lui ha messo dei paletti», dice il presidente di Italianieuropei riferendosi alla lettera scritta dal presidente della Camera.
«La mia preoccupazione -osserva D'Alema- è di una perdita di credibilità del sistema giudiziario che è quello che sta accadendo. Bisogna avere il coraggio di riforme più incisive». La vicepresidente dei deputati del Pd, Marina Sereni, sollecita il centrodestra a chiarire quale sia la sua linea sulla riforme della giustizia. «Qual è la linea del Pdl sulla giustizia? Quella del presidente della Camera Fini che invita al confronto in Parlamento per una riforma condivisa, o quella di Berlusconi che va avanti per la sua strada a colpi di diktat?». Un plauso all’apertura di Fini viene anche da Pino Pisicchio dell’Idv, già presidente della commissione Giustizia di Montecitorio. «Apprezziamo -dice- l’apertura di Fini sui temi della giustizia e il suo attivismo istituzionale che riesce a forzare con successo lo spazio ristrettissimo cui il maggioriario ’muscolarè costringe la politica. Il "lodo Fini" però va accolto e sviluppato anche guardando agli altri interlocutori fondamentali nella partita delle nuove regole: i protagonisti della giurisdizione, magistrati ed avvocati». Il vicepresidente vicario dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, parla di «contributo importante» quello venuto da Gianfranco Fini, «contributo -aggiunge- sul quale maggioranza e opposizione hanno il dovere di ricercare le più ampie convergenze possibili».
Che il 2009 possa essere veramente l’anno delle riforme lo sostiene anche il ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi. «La macchina si è avviata, a bordo ci sono tutti, maggioranza ed opposizione, il traguardo può essere raggiunto. Speriamo -auspica Rotondi- che qualcuno dell’opposizione non scenda anticipatamente perchè preso da raptus antiberlusconiani. Considero positive le parole di D’Alema che danno una spinta importante al raggiungimento dell’obiettivo». Massimo D’Alema sottolinea che «riforme condivise non sono un tabù» e ricorda che «tra tante irritualità, quella di Fini rappresenta un momento positivo. È utile che persone ragionevoli cerchino vie percorribili utili per il Paese. Le considerazioni di Fini non sono un programma ma lui ha messo dei paletti», dice il presidente di Italianieuropei riferendosi alla lettera scritta dal presidente della Camera.
«La mia preoccupazione -osserva D'Alema- è di una perdita di credibilità del sistema giudiziario che è quello che sta accadendo. Bisogna avere il coraggio di riforme più incisive». La vicepresidente dei deputati del Pd, Marina Sereni, sollecita il centrodestra a chiarire quale sia la sua linea sulla riforme della giustizia. «Qual è la linea del Pdl sulla giustizia? Quella del presidente della Camera Fini che invita al confronto in Parlamento per una riforma condivisa, o quella di Berlusconi che va avanti per la sua strada a colpi di diktat?». Un plauso all’apertura di Fini viene anche da Pino Pisicchio dell’Idv, già presidente della commissione Giustizia di Montecitorio. «Apprezziamo -dice- l’apertura di Fini sui temi della giustizia e il suo attivismo istituzionale che riesce a forzare con successo lo spazio ristrettissimo cui il maggioriario ’muscolarè costringe la politica. Il "lodo Fini" però va accolto e sviluppato anche guardando agli altri interlocutori fondamentali nella partita delle nuove regole: i protagonisti della giurisdizione, magistrati ed avvocati». Il vicepresidente vicario dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, parla di «contributo importante» quello venuto da Gianfranco Fini, «contributo -aggiunge- sul quale maggioranza e opposizione hanno il dovere di ricercare le più ampie convergenze possibili».

1 commento:
Una mano lava l'altra e tutte e due lavano la faccia !
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