ROMA — La puntata di ieri sera di Annozero era sul caso Napoli, gli appalti all'imprenditore Alfredo Romeo, la mega- inchiesta che ha messo sottosopra la città. Ma Michele Santoro, il conduttore, in apertura di trasmissione non ha voluto lasciarsi scappare la palla: «Voglio chiedere al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano se ritiene accettabile, tollerabile, che una cosiddetta autorità di garanzia, in realtà un organismo occupato in gran parte dai partiti, deliberi una multa nei nostri confronti per una vicenda di quasi un anno fa, a tempi scaduti...». La vicenda delle sanzioni comminate dall'Agcom (una anche per Che tempo fa di Fabio Fazio) era venuta fuori nel pomeriggio, ieri. Una storia che riguardava una puntata di Annozero di quasi un anno fa: un intervento di Beppe Grillo che criticava lo stesso Napolitano ma anche Umberto Veronesi. E Santoro, in serata, con quell'appello al presidente Napolitano l'ha voluta prontamente collegare alle polemiche sulla puntata scorsa di Annozero, quella dedicata agli scontri nella striscia di Gaza.
Le polemiche, sulla puntata di giovedì scorso, sono state un polverone e le accuse di faziosità verso l'impostazione voluta dal conduttore hanno coinvolto anche i vertici dell'azienda, fitto il botta e risposta tra il presidente della Rai Claudio Petruccioli e Santoro. Una puntata accesa quella di giovedì scorso, fin da dentro lo studio. Era stato ad un certo punto, infatti, che un ospite, Lucia Annunziata, aveva abbandonato lo studio, per polemica: «Ed è qui, su questo abbandono, che la reazione di Michele Santoro è stata probabilmente troppo emotiva», ha commentato Sabina Guzzanti, pur senza aggiungere la sua voce al coro delle polemiche per la faziosità. Santoro nel mirino c'è finito per il suo sbilanciamento nei confronti dei palestinesi.
«Andate sul nostro sito e rivedetevi la puntata per giudicare », ha esortato il conduttore di Annozero che ha citato le parole del Papa, dell'Onu e dello scrittore David Grossman per giustificare la sua presa di posizione nella puntata sugli scontri di Gaza. E ha poi rilanciato: «Chiedo a Giorgio Napolitano dove sia finito il principio di terzietà che dovrebbe dominare nelle autorità amministrative e come sia possibile che un'autorità che ha anche l'avallo, la firma di un presidente della Repubblica, possa comportarsi così....».
Non solo. Ha aggiunto, infatti, Santoro: «Mi chiedo se non sia il caso anche in questa circostanza di chiedere le carte, visto che uno di quelli che si sono accaniti contro di noi è stato beccato al telefono mentre parlava di Berlusconi come del grande capo e immaginava come poter sferrare un attacco a Prodi. Figuriamoci al povero Santoro, povero inteso tra virgolette, e le virgolette me le metto da solo....». Durante la puntata di ieri (in diretta su Rai due) su Napoli, l'imprenditore Romeo e la mega-inchiesta che ha messo sottosopra la città, un gruppo di manifestanti della comunità ebraica di Roma è rimasta tutto il tempo fuori dal Teatro delle Vittorie: cori ebraici e slogan contro Michele Santoro. E sopra tutto le bandiere di Israele.
Alessandra Arachi
23 gennaio 2009
Le polemiche, sulla puntata di giovedì scorso, sono state un polverone e le accuse di faziosità verso l'impostazione voluta dal conduttore hanno coinvolto anche i vertici dell'azienda, fitto il botta e risposta tra il presidente della Rai Claudio Petruccioli e Santoro. Una puntata accesa quella di giovedì scorso, fin da dentro lo studio. Era stato ad un certo punto, infatti, che un ospite, Lucia Annunziata, aveva abbandonato lo studio, per polemica: «Ed è qui, su questo abbandono, che la reazione di Michele Santoro è stata probabilmente troppo emotiva», ha commentato Sabina Guzzanti, pur senza aggiungere la sua voce al coro delle polemiche per la faziosità. Santoro nel mirino c'è finito per il suo sbilanciamento nei confronti dei palestinesi.
«Andate sul nostro sito e rivedetevi la puntata per giudicare », ha esortato il conduttore di Annozero che ha citato le parole del Papa, dell'Onu e dello scrittore David Grossman per giustificare la sua presa di posizione nella puntata sugli scontri di Gaza. E ha poi rilanciato: «Chiedo a Giorgio Napolitano dove sia finito il principio di terzietà che dovrebbe dominare nelle autorità amministrative e come sia possibile che un'autorità che ha anche l'avallo, la firma di un presidente della Repubblica, possa comportarsi così....».
Non solo. Ha aggiunto, infatti, Santoro: «Mi chiedo se non sia il caso anche in questa circostanza di chiedere le carte, visto che uno di quelli che si sono accaniti contro di noi è stato beccato al telefono mentre parlava di Berlusconi come del grande capo e immaginava come poter sferrare un attacco a Prodi. Figuriamoci al povero Santoro, povero inteso tra virgolette, e le virgolette me le metto da solo....». Durante la puntata di ieri (in diretta su Rai due) su Napoli, l'imprenditore Romeo e la mega-inchiesta che ha messo sottosopra la città, un gruppo di manifestanti della comunità ebraica di Roma è rimasta tutto il tempo fuori dal Teatro delle Vittorie: cori ebraici e slogan contro Michele Santoro. E sopra tutto le bandiere di Israele.
Alessandra Arachi
23 gennaio 2009


1 commento:
Naturalmente (il caso Carlo Vulpio docet) nessun accenno sulla 'requisitoria' di Marco Travaglio sulle vicende della procura della Repubblica di Salerno.
"Chi tocca i fili muore" e Paolo Mieli non li vuole nemmeno sfiorare.
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