venerdì 9 gennaio 2009

Sapore di sale

MARCO TRAVAGLIO
Zorro
l'Unità
9 gennaio 2009

Anni e anni a invocare il “primato della politica”, poi si scopre che la politica riesce a fare benissimo quel che non dovrebbe (occupare l’intera società) e malissimo quel che dovrebbe. Alla sindaca-manager Morticia Moratti è sfuggito che d’inverno nevica e sono consigliabili strumenti altamente tecnologici tipo il sale. Rosa Russo Provolino, per rabberciare una giunta che duri un paio di giorni, registra le riunioni coi presunti alleati: prima che ci pensino i giudici, i politici s’intercettano da soli. E’ questa la politica che dovrebbe salvare il Csm dalla politicizzazione raddoppiando i membri politici, con la cura omeopatica Violante-Ghedini-Mancino. Per fortuna a Porta a Porta gli onorevoli indagati Margiotta, Bocchino e Lusetti restituiscono credibilità alla politica processando i propri giudici (ovviamente assenti). Appositi attori leggono intercettazioni a manetta. Gasparri ricorda che ciò non garba al premier padrone, almeno quando lo fa Santoro, ma Vespa lo ferma: “Da noi è diverso, noi abbiamo sempre chiesto una legge che vieti di divulgarle”. Le manda in onda, ma prega il governo di vietarglielo. Alla fine, oltre ai pm di Potenza, Napoli e Pescara, salta fuori il vero colpevole: Di Pietro, che infatti non è indagato. Buttiglione freme di sdegno per la “perdita di credibilità della politica” che si “occupa d’affari”: tipo Cuffaro, che concordava con Aiello le tariffe delle sue cliniche in una boutique, dunque sta in Senato nell’Udc di Buttiglione. Gasparri invoca “trasparenza” (dagli altri) perché “la politica è reputazione”. Per chi ne ha una, s’intende.

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