MARCO TRAVAGLIO
Che Cesare Battisti sia un truce pluriassassino e che il capo dello Stato e il governo italiano facciano benissimo a premere su quello brasiliano per ottenerne l'estradizione, non c'è dubbio. Resta da capire per quale motivo le nostre autorità non s'impegnino con la stessa verve con altri governi stranieri per farsi consegnare la cinquantina di latitanti (di serie B?) sinora sfuggiti alla giustizia italiana. Due casi su tutti: Giorgio Pietrostefani e Delfo Zorzi. Il primo, ex boss di Lotta continua, ha 65 anni ed è stato condannato in via definitiva a 22 come mandante dell'omicidio del commissario Luigi Calabresi: ma vive tranquillamente in Francia, dove fuggì quando gli fu confermata la condanna nel processo di revisione e dove pare che faccia l'editore, grazie anche al pietoso (e penoso) velo di silenzio che la potente lobby dei lottatori continui ha steso sulla sua latitanza.
Si potrebbe profittare del ritrovato patriottismo di Carla Bruni per chiederle di intercedere presso il marito Nicholas Sarkozy affinché ci restituisca Pietrostefani e gli altri 20 latitanti nascosti (si fa per dire) a Parigi. Delfo Zorzi, 62 anni, ex leader della cellula veneziana di Ordine nuovo, vive invece da anni a Tokyo - con tanto di passaporto giapponese - dov'è un affermato imprenditore nel ramo abbigliamento. Il 28 novembre scorso è iniziato a Brescia il nono processo per la strage di piazza della Loggia (otto morti e un centinaio di feriti), di cui ricorre quest'anno il 25 anniversario. E l'imputato principale è proprio Zorzi, assistito dall'on. avv. Gaetano Pecorella, a sua volta imputato a Milano per favoreggiamento nei suoi confronti con l'accusa di aver pagato il testimone Martino Siciliano perché ritrattasse le accuse contro di lui. Anche per Zorzi non risultano pressioni del governo italiano su quello giapponese, forse per via della lobby di ex ordinovisti confluiti in An e persino nella Lega Nord.
Ma speriamo di essere presto smentiti da una vibrante presa di posizione del ministro La Russa, magari in tandem con l'on. avv. Pecorella, sulla falsariga della proposta di boicottare l'amichevole di calcio Italia-Brasile per il caso Battisti. Volendo poi esagerare, il governo potrebbe decidersi a sostenere i giudici di Milano, che dal 2006 chiedono agli Stati Uniti di arrestare ed estradare - come prevede la convenzione bilaterale Italia-Usa - i 26 agenti della Cia imputati per il sequestro dell'egiziano Abu Omar, rapito nel 2003 a Milano e deportato in Egitto, dove subì sette mesi di torture. Il tutto in violazione del Codice penale italiano e della Convenzione europea per i diritti dell'uomo, che vieta arresti illegali e torture. Quanto a Battisti, segnaliamo a Berlusconi una circostanza che, nell'ansia di dichiarare guerra al Brasile, dev'essergli sfuggita: alcuni romanzi scritti e tradotti dal noto terrorista latitante sono pubblicati in Italia da Einaudi, gruppo Mondadori. Una casa editrice che, se non andiamo errati, ha qualcosa a che fare con lui.
(06 febbraio 2009)
Si potrebbe profittare del ritrovato patriottismo di Carla Bruni per chiederle di intercedere presso il marito Nicholas Sarkozy affinché ci restituisca Pietrostefani e gli altri 20 latitanti nascosti (si fa per dire) a Parigi. Delfo Zorzi, 62 anni, ex leader della cellula veneziana di Ordine nuovo, vive invece da anni a Tokyo - con tanto di passaporto giapponese - dov'è un affermato imprenditore nel ramo abbigliamento. Il 28 novembre scorso è iniziato a Brescia il nono processo per la strage di piazza della Loggia (otto morti e un centinaio di feriti), di cui ricorre quest'anno il 25 anniversario. E l'imputato principale è proprio Zorzi, assistito dall'on. avv. Gaetano Pecorella, a sua volta imputato a Milano per favoreggiamento nei suoi confronti con l'accusa di aver pagato il testimone Martino Siciliano perché ritrattasse le accuse contro di lui. Anche per Zorzi non risultano pressioni del governo italiano su quello giapponese, forse per via della lobby di ex ordinovisti confluiti in An e persino nella Lega Nord.
Ma speriamo di essere presto smentiti da una vibrante presa di posizione del ministro La Russa, magari in tandem con l'on. avv. Pecorella, sulla falsariga della proposta di boicottare l'amichevole di calcio Italia-Brasile per il caso Battisti. Volendo poi esagerare, il governo potrebbe decidersi a sostenere i giudici di Milano, che dal 2006 chiedono agli Stati Uniti di arrestare ed estradare - come prevede la convenzione bilaterale Italia-Usa - i 26 agenti della Cia imputati per il sequestro dell'egiziano Abu Omar, rapito nel 2003 a Milano e deportato in Egitto, dove subì sette mesi di torture. Il tutto in violazione del Codice penale italiano e della Convenzione europea per i diritti dell'uomo, che vieta arresti illegali e torture. Quanto a Battisti, segnaliamo a Berlusconi una circostanza che, nell'ansia di dichiarare guerra al Brasile, dev'essergli sfuggita: alcuni romanzi scritti e tradotti dal noto terrorista latitante sono pubblicati in Italia da Einaudi, gruppo Mondadori. Una casa editrice che, se non andiamo errati, ha qualcosa a che fare con lui.
(06 febbraio 2009)


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