martedì 7 aprile 2009

Abruzzo, centomila in fuga dall'inferno. Si aggrava il bilancio: 179 morti


7/4/2009

L'AQUILA. Ci sono i primi bilanci ufficiali della tragedia dell’Aquila e provincia dopo il sisma di ieri notte: 179 le vittime, 1.500 i feriti circa, di cui 300 direttamente medicati nell’ospedale da campo di piazza d’Armi. Sono 50mila gli sfollati. Il centro storico dell’Aquila di fatto non esiste più. Il Duomo, il campanile, le case, i palazzi nobiliari e i caratteristici vicoli sono totalmente inagibili. Molte delle strutture restano su quasi per miracolo. In via XX Settembre si continua invece a scavare soprattutto su una palazzina di quattro piani dove i dispersi sono ancora 35. Ieri l’unico sorriso vero che si è potuto raccogliere in mezzo alle macerie è stato quello di una ragazza di 13 anni, Francesca. Dieci ore passate sotto le macerie e poi il ritorno alla luce. Viva. Cosciente a tal punto da sorridere ai suoi soccorritori e dire il suo nome. Seicento metri più avanti, nella stessa via, più disperazione che salvataggi. Figli che hanno perso entrambi i genitori. Intere famiglie con bambini spazzate via. Resta soltanto la speranza - come accaduto in Molise ma anche nei terremoti degli anni ’70 - di ritrovare anche a distanza di più di un giorno persone ancora in vita.

E stanotte è stata estratta viva e caricata in ambulanza poco dopo le due della notte la studentessa 24enne di Teramo, Marta Valente, imprigionata da tre travi per quasi 24 ore nello stabile crollato di via Rossi, all’Aquila. Quattro le tendopoli. La più grande quella di piazza d’Armi, dove è stata allestita anche una straordinaria cucina da campo. Ci sono file lunghe ma composte per prendere la cena. Sono ancora poche le tende piazzate nei quattro siti, ma servono almeno per dare un tetto ad anziani, feriti e bambini. E gli altri? Arriveranno roulotte, arriveranno altre tende ma nelle prossime ore. Per questo si stanno organizzando autobus per portare parte degli sfollati negli hotel lungo la costa abruzzese.

Le mete: Pescara, Giulianova, Roseto e altre ancora. Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha fornito una prima stima dei danni. «Senza considerare le imprese e il mondo del lavoro, solo per quanto riguarda l’edilizia e le case», la stima dei danni ammonta a «1 miliardo e 300 milioni di euro, cifra destinata ad aumentare perchè ci sono i danni all’imprenditoria che devono essere ancora valutati». Al momento, secondo i VVFF, sono cento le persone estratte vive dalle macerie dalla scorsa notte tra l’Aquila e i comuni della provincia. Nella notte sono state avvertite numerose scosse di terremoto, tutte con epicento nell’area dell’Aquila, di varia intensità. In particolare, alle 23.57 i sismografi hanno registrato una scossa di magnitudo 3.8 della scala Richter, seguita alle 00.47 da un’altra scossa di magnitudo 3.6. Più forte quella verificatasi alle 1.15, dell’intensità di 4.8, sempre della scala Richter. Dopo diverse altre scosse di assestamento, alle 6.12 si è verificata un’ulteriore scossa di magnitudo 3.0.



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