la collina sventrata dalla colonia penale a Punta Paratella (28 giugno 2009)
La polizia penitenziaria non può controllare un paese civile ed una colonia penale. Indispensabile ormai un direttore fisso in collaborazione con la rappresentanza civile gorgonese per non far morire quel poco che resta di Gorgona (giugno 2009)
Il porto e il paese devono essere liberate dalla presenza invadente della colonia penale e da un turismo estraneo alla realtà gorgonese. Questo pezzo di territorio appartiene infatti alla seconda circoscrizione di Livorno e agli abitanti civili gorgonesi. I servizi forniti dal carcere, come il trasporto e il controllo, vanno fatti con discrezione e in punta dei piedi. A tutt'oggi, invece, tutti i posti barca sono occupati dalle motovedette della polizia penitenziaria, dalla piattaforma Urgon, dalle barche degli agenti, da quella della pesca dei detenuti, dai progetti degli allevamenti marini legati al carcere, dalle reti dei detenuti, dalle continue ed invadenti attività della colonia penale e dalla sporcizia.
La presenza fissa di un buon direttore della colonia penale, oggi praticamente assente, è ormai una priorità assoluta per evitare un caos continuo. Il corpo della polizia penitenziaria, infatti, è preparato a controllare carcere e detenuti, non gli si può delegare il controllo dell'isola e del paese, pena il suo imbarbarimento e decadimento, come oggi sta accadendo.
E' ora che venga restituito al paese quello che è del paese e chi usufruisce di questo territorio lo faccia in punta di piedi in accordo con la realtà civile. Altrimenti sarà giocoforza intraprendere iniziative legali che restituiscono decoro e dignità al paese dell'isola di Gorgona ed ai suoi abitanti.


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