sabato 26 settembre 2009

Nomine "condivise" anche per RaiTre


di GOFFREDO DE MARCHIS

I chiarimenti nella commissione di Vigilanza, una riunione del Cda meno calda del solito, lo sblocco del contratto di "Che tempo che fa", la conferma che tutte le trasmissioni in bilico (Report, Fazio, la Dandini) saranno regolarmente in onda. Nella giornata che precede la prima sera di Annozero, Mauro Masi cerca di raddrizzare la barra e con un clima diverso può annunciare che la prossima settimana si sbloccheranno le nomine di Raitre e Tg3, i nodi di gestione di questa prima fase. La soluzione più probabile è l'arrivo di Bianca Berlinguer al telegiornale della terza rete, al posto di Antonio Di Bella che sarà ricollocato in maniera adeguata. Sul nome della Berlinguer c'è una sostanziale intesa tra tutte le componenti del Pd e dunque non bisogna aspettare gli esiti del congresso. Ma per maggioranza e opposizione il vero punto è Raitre.

Paolo Ruffini potrebbe rimanere al suo posto, almeno per il momento. Con una formula volutamente ambigua: il prossimo consiglio non chiarirà se si tratta di una solida conferma, di una sospensione o di un rinvio sine die. Resterebbe perciò in pista la soluzione gradita al direttore generale, Giovanni Minoli, ma con il tempo che gioca a suo sfavore (tra sei mesi va in pensione). Intanto si potrebbero sondare altre soluzioni senza escludere una "rinomina" di Ruffini.

Masi e il cda ieri mattina hanno varato alcune vicedirezioni. Al Giornale Radio arrivano sette vice: Carlo Albertazzi, Vittorio Argento, Andrea Buonocore, Vito Cioce, Paolo Corsini, Giovanni Derosas, Stefano Mensurati. A Raidue i nuovi vicedirettori sono Marco Giudici (uno dei dirigenti che ha lanciato Raisat), Sergio De Luca, Roberto Giacobbo, Massimo Lavatore, Roberto Milone e Gianluigi Paragone. Si è sbloccato ufficialmente anche il contratto di "Che tempo che fa" con la produzione Endemol, grazie all'intervento deciso del presidente Paolo Garimberti. Masi aspetta ora la risposta dell'Agcom sulla posizione di Marco Travaglio nei confronti dell'azienda. Arriverà oggi pomeriggio per iscritto. Ieri Masi ha chiuso la sua due giorni in Vigilanza. Ha negato di essere un "normalizzatore", ha ribattuto sull'uscita dal pacchetto Sky ("nessuna manovra politica, nessuna guerra, solo trattativa commerciale"). E sbandierando i dati della prima regione completamente digitalizzata, la Sardegna, ha spiegato che i risultati alla fine potrebbero dare ragione a lui. I vecchi canali satellitari di Viale Mazzini infatti hanno avuto ottimi ascolti sull'isola. Ha persino garantito all'Italia dei Valori l'impegno per ristabilire l'equilibrio nei tg. E ha negato ovviamente la formula di Raiset. "Mediaset per noi è un competitor. Come Sky". Sulla puntata di Porta a porta dedicata al terremoto si è assunto tutte le responsabilità : "C'era la disponibilità di Berlusconi a venire in prima serata e l'abbiamo colta". Adesso è atteso alla prova delle nomine di giovedì: "Dobbiamo farle condivise e sulla base dei criteri di professionalità". Insomma, il direttore generale sembra puntare a una tregua.

(25 settembre 2009)

2 commenti:

Francy274 ha detto...

A quale genere di tregua punta Masi con Berlusconi?
Non credo abbia molte scelte, o si cala le braghe o verrà sostituito da qualcuno che le braghe non le indossa a priori. Staremo a vedere.

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

IO CREDO SI TRATTI DEL PUGNO DI FERRO.
HA FATTO TROPPO RUMORE, SI DEVE CALMARE, ALMEMO UNA SETTIMANA.