
di GOFFREDO DE MARCHIS
I chiarimenti nella commissione di Vigilanza, una riunione del Cda meno calda del solito, lo sblocco del contratto di "Che tempo che fa", la conferma che tutte le trasmissioni in bilico (Report, Fazio,
Paolo Ruffini potrebbe rimanere al suo posto, almeno per il momento. Con una formula volutamente ambigua: il prossimo consiglio non chiarirà se si tratta di una solida conferma, di una sospensione o di un rinvio sine die. Resterebbe perciò in pista la soluzione gradita al direttore generale, Giovanni Minoli, ma con il tempo che gioca a suo sfavore (tra sei mesi va in pensione). Intanto si potrebbero sondare altre soluzioni senza escludere una "rinomina" di Ruffini.
Masi e il cda ieri mattina hanno varato alcune vicedirezioni. Al Giornale Radio arrivano sette vice: Carlo Albertazzi, Vittorio Argento, Andrea Buonocore, Vito Cioce, Paolo Corsini, Giovanni Derosas, Stefano Mensurati. A Raidue i nuovi vicedirettori sono Marco Giudici (uno dei dirigenti che ha lanciato Raisat), Sergio De Luca, Roberto Giacobbo, Massimo Lavatore, Roberto Milone e Gianluigi Paragone. Si è sbloccato ufficialmente anche il contratto di "Che tempo che fa" con la produzione Endemol, grazie all'intervento deciso del presidente Paolo Garimberti. Masi aspetta ora la risposta dell'Agcom sulla posizione di Marco Travaglio nei confronti dell'azienda. Arriverà oggi pomeriggio per iscritto. Ieri Masi ha chiuso la sua due giorni in Vigilanza. Ha negato di essere un "normalizzatore", ha ribattuto sull'uscita dal pacchetto Sky ("nessuna manovra politica, nessuna guerra, solo trattativa commerciale"). E sbandierando i dati della prima regione completamente digitalizzata,
(25 settembre 2009)

2 commenti:
A quale genere di tregua punta Masi con Berlusconi?
Non credo abbia molte scelte, o si cala le braghe o verrà sostituito da qualcuno che le braghe non le indossa a priori. Staremo a vedere.
IO CREDO SI TRATTI DEL PUGNO DI FERRO.
HA FATTO TROPPO RUMORE, SI DEVE CALMARE, ALMEMO UNA SETTIMANA.
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