domenica 29 novembre 2009

Processo breve, scontro Bersani-Pdl. "L'opposizione chiude al dialogo"



Le parole di Bersani infastidiscono il PdL. La condizione del segretario del Pd pronto a dialogare sulle riforme "solo se cade la proposta del processo breve" non piace al centrodestra. "E' un diktat", tuona Maurizio Gasparri. "Bersani abbassi le ali", consiglia il presidente del gruppo Pdl al Senato.

Gli fa eco Italo Bocchino, vice presidente del Pdl alla Camera che, letta l'intervista del segretario del Pd su Repubblica, allarga le braccia infastidito: "Bersani chiude al dialogo. La sinistra non è in grado di affrontare alcun cambiamento nel Paese per mancanza di linea. Ha scelto come unico argomento politico l'odio verso gli avversari".

Ne è convinto anche Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl, che giudica le condizioni imposte da Pier Luigi Bersani "esose ed unilaterali": "Il centrodestra non intende essere spennato come un pollo. L'originario testo di Violante può diventare base di discussione ma va modificato specie nel punto riguardante il premier".

Non intende abbandonare il processo breve neppure il ministro per l'Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi che suggerisce al Pd "un sussulto di pragmatismo e disponibilità: apra sul processo breve". E' una "questione di principio" a cui il centrodestra non vuole rinunciare.

(29 novembre 2009)

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Lo straordinario gruppetto di intellettuali del centro-destra ha sentenziato.
Un capo indiano della tribù dei Siuox avrebbe esclamato: "Augh! Ho detto".
Totò avrebbe detto: "Ma mi facciano il piacere!"
Mi allineo a Totò.