sabato 19 dicembre 2009

“La Lega non vuole il federalismo ma i federali”



BUFERA POLITICA DOPO LA RIMOZIONE DI MICHELE LEPRI GALLERANO DA VENEZIA
di Elisabetta Reguitti

"La Lega non vuole il federalismo ma i federali” chiosa il consigliere regionale dei Verdi Gianfranco Bettin riferendosi alla vicenda della promozione-rimozione del prefetto di Venezia Michele Lepri Gallerano reo, sembrerebbe, di non aver trovato il modo per impedire il trasferimento della comunità sinti di via Vallenari nel nuovo villaggio. “Il prefetto non poteva essere accusato di non far rispettare le leggi, di non rappresentare le istituzioni o di non dialogare con i cittadini. Semplicemente ha svolto il suo compito di rappresentante del governo di tutti e non di un solo schieramento politico” chiude Bettin definendo una gravissima forzatura la decisione presa dal ministro degli Interni Roberto Maroni. Dal canto suo un altro, il collega di regione, sia pur di schieramento opposto (in quota al movimento per le autonomie Veneto) Diego Cancia afferma come “la Lega sia maestra a vendere false vittorie perché la Lega veneziana ha sfruttato i comitati dei cittadini contrari al trasferimento della comunità sinti per farne solo una battaglia che non ha portato a niente. E le cui conseguenze sono a carico della cittadinanza”.
Insomma si respira aria pesante a Venezia dopo il colpo sferzato dal ministero degli Interni che ha deciso il trasferimento di Lepri Gallerano a soli quattro mesi e sette giorni dal suo insediamento. Tutto infatti deporrebbe rispetto alla tesi di una volontà di “vendetta” politica, causata dal fatto che il prefetto non è stato in grado di impedire il trasloco della comunità dei sinti. Una questione molto dibattuta ma definitivamente chiusa anche in sede di Tar e di Consiglio di Stato, che avevano stabilito il trasferimento “pienamente legittimo e disposto dall’amministrazione comunale a seguito di una verifica compiuta dalla competente Asl sull’inagibilità del vecchio campo con gravissime carenze igienico-sanitarie, considerato anche l’avanzare dell’imminente stagione invernale”. Nonostante questo, però, i rapporti tra il prefetto e gli esponenti della Lega veneziana erano molto difficili e avevano raggiunto il loro apice di tensione proprio la notte del trasloco della comunità, tra il 24 e il 25 novembre scorso. In molti, tra l’altro, ricordano che il trasferimento del prefetto era stato invocato anche in occasione della tappa veneziana del ministro degli Interni, in occasione della festa dei Vigili del Fuoco.
Insomma, tanto tuonò che piovve e quindi Michele Lepri Gallerano (destinato a diventare commissario dello Stato per la regione Sicilia) non è più il prefetto di Venezia e verrà sostituito a breve da Luciana Lamorge. Quello che può sembrare un avanzamento di carriera, si è rapidamente trasformato in una bomba politica che ha fatto insorgere l’intero centrosinistra veneziano e spaccato anche il centrodestra, già in delicato equilibrio per la recente nomina di un leghista a candidato della Regione Veneto. Non a caso infatti il primo a criticare la decisione di Roberto Maroni è stato lo stesso presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan.
Sulla vicenda ieri Anna Finocchiaro e Luigi Zanda, presidente e vicepresidente del gruppo del Pd al Senato, hanno fatto sapere di aver presentato un’interrogazione rivolta al ministro Maroni e al presidente del Consiglio Berlusconi. “La rimozione del rappresentante del governo – spiegano – appare collegata a ragioni prettamente politiche di dissenso rispetto all’operato dell’Amministrazione comunale. Per questo chiediamo di sapere se quanto riferito corrisponde al vero e come sia giustificabile l'eccezionalità del provvedimento di rimozione del Prefetto di Venezia”.

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