lunedì 14 dicembre 2009

La mobilitazione parte sul web


"Ma in un Paese civile ci sarebbe bisogno di urlarlo in Facebook?". Carlo Sulis butta lì la domanda nel gruppo "Giù le mani dalla Costituzione" il più numeroso della trentina di gruppi creati su Facebook per rispondere al premier che vuole cambiare la carta fondamentale ritenuta "vecchia", con troppi lacci e lacciuoli, quelli che i giuristi chiamano organi di garanzia. E così sull'ultimo nato dei mezzi di mobilitazione politica nasce un tam tam per difendere la prima delle leggi della Repubblica.

E insieme a Sulis sono circa 2000 persone che vogliono far sentire forte la propria voce per difendere l'opera dei costituenti, per dire a Silvio Berlusconi che non "tutti gli italiani", come sostiene il premier, sono con lui per modificare quell'insieme di norme che stanno alla base della Repubblica. Ognuno lo dice secondo la propria cultura, il proprio carattere e le proprie esperienze di vita. Donatella Rizzà è stentorea: "Non si tocca", Valentino Domenico quasi poetico: "La Costituzione è il sale della democrazia", Rosa Vita affezionata: "Non facciamoci scippare la Costituzione più bella del mondo", Silvia De Angelis, irridente, posta una vignetta in cui si vede Berlusconi che, riferendosi alla carte fondamentale, dice: "E' vecchia". E Napolitano che risponde: "Comunque è più giovane di te".

I più pragmatici propongono metodi di contrasto all'attacco del premier. Chiara Lunotti propone "una grande manifestazione" (forse sull'Onda del No B Day nato sempre su Facebook), e chiede di sollevare "formalmente il problema davanti al Parlamento di Strasburgo". Invece Roberto Li Castri ricorda i banchetti per il no alle modifiche costituzionali volute da un precedente governo Berlusconi. Come a dire: "Siamo pronti a rifarli". Ignazio Sitza è più tranchant e non va tanto per il sottile: "La difenderemo anche a costo di fare la rivoluzione".

E mentre molti mettono in rete le loro foto con in bella vista una copia della carta fondamentale Antonella Bruno espone l'emblema della Repubblica: la stella, la ruota dentata circondati dal ramo di quercia e quello d'ulivo, e un commento da innamorata: "Come è bello!".

E se Maria Antonietta Fullone propone di "insegnare ad amarla e rispettarla", una professoressa, Tiziana Cavaliere, spiega: "Quando la leggo e commento con i miei studenti parti del testo della nostra Costituzione, mi sento fiera del fatto che i nostri 'padri costituenti' abbiano avuto idee così brillanti e democratiche, alcune ancora lontane dalla piena realizzazione. E mi piace alimentare nei giovani il sogno di una società migliore!".

E in effetti i pensieri di molti iscritti al gruppo vanno ai giovani. Arianna Ciccone dall'alto della sua esperienza di vita ricorda il fascismo e scrive: "La libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso d'asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent'anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso d'angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso d'angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica".

Un richiamo forte a quello che diceva, Piero Calamandrei, uno dei padri della Repubblica, 45 anni fa parlando ai più giovani: "In questa Costituzione c'è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie; essi sono tutti sfociati qui in questi articoli. E a sapere intendere, dietro questi articoli si sentono delle voci lontane". E le migliaia di Facebook vogliono continuare a sentirle.

(14 dicembre 2009)

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