
Il governo va all'attacco dei siti internet che in queste ore stanno esaltando il gesto violento e sconsiderato di un uomo psichicamente labile, contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Giovedì al Consiglio del Ministri potrebbero essere adottati i primi provvedimenti. Nel frattempo si moltiplicano le segnalazioni di gruppi su Facebook fasulli, ai quali è stato cambiato nome e trasformati in aggregazioni di sostegno a presidente del Consiglio.
Il ministro Maroni. "Ieri Silvio Berlusconi ha rischiato di essere ferito gravemente, di essere ucciso". Lo ha detto il ministro degli Interni, Roberto Maroni, al termine del vertice in prefettura a Milano. Poi ha aggiunto: "Stiamo valutando di oscurare i siti internet che incitano alla violenza". Per quanto riguarda la gestione dell'ordine pubblico, il ministro ha detto che "è avvenuta secondo le regole. Non c'è da parte mia nessun rilievo né alcuna censura sulla gestione dell'ordine pubblico".
L'episodio di ieri - ha aggiunto il ministro degli Interni - trae le sue cause nel clima di contrapposizione violenta e nelle parole dettate dalla dialettica politica". Nell'uomo che ha colpito il presidente del Consiglio - ha detto ancora il ministro - "ha agito l'odio nei confronti del presidente del Consiglio che è scaturito da questa dialettica politica, che non privilegia il confronto".
Il ministro Ronchi. Il ministro del Pdl per le politiche comunitarie, Andrea Ronchi, ha chiesto l'oscuramento dei siti e dei social network "in cui si inneggia alla vigliacca aggressione subita dal presidente Silvio Berlusconi. E' scandaloso e moralmente inaccettabile - ha detto - ciò che stiamo leggendo in queste ore: si tratta di espressioni vergognose. E' ora di dire basta ai seminatori d'odio e a chi vuole instaurare in Italia un clima da guerra civile".
Il sottosegretario Mantovano. Gli ha fatto subito eco il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, il quale ha assicurato che la polizia postale controllerà i siti internet in cui si esalta l'aggressione di Massimo Tartaglia. Il tentativo è cercare di risalire agli eventuali responsabili della "campagna d'odio" che corre lungo la Rete. "Ci sarà un monitoraggio di questi siti", ha affermato Mantovano.
Sotto accusa è anche il sito noglobal Indymedia, che ospita contenuti anonimi, spesso violenti. "La nostra polizia postale e le altre forze di polizia, con tutti i limiti che un intervento di questo tipo comporta, sia tecnici, sia di normativa, cercheranno di capire e di individuare chi ha lanciato messaggi di minaccia o di odio. Ci proviamo - ha aggiunto Mantovano - già altre volte si sono avuti risultati. Lo sforzo sicuramente ci sara".
Polemica fra gli utenti. Sulle pagine di Facebook, a pochi minuti alle 13, c'erano circa 49 mila fans di Massimo Tartaglia, mentre nei gruppi a sostegno di Silvio Berlusconi si contano a centinaia di migliaia. Ma diversi utenti si sono accorti di un trucco e lo stanno denunciando con forza. Molti dei gruppi "pro premier" avevano denominazioni e finalità diversissime, come quello dedicato al Made in Italy, uno nato per la raccolta di fondi per il terremoto in Abruzzo e un altro che scommetteva sul fatto di poter "trovare un milione di utenti che odiano Silvio Berlusconi". Migliaia di persone che avevano aderito si sono trovate inopinatamente "trasportate" in gruppi completamente diversi e gli amministratori sono stati cambiati.
La lettera. Scrive la nostra lettrice I.B.: "Vorrei segnalarvi che in questo grandissimo marmasma di notizie e copia e incolla su Facebook, è stato cambiato il nome di un gruppo creato per raccogliere fondi sull'Abruzzo con "sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia", il che mi sembra oltre che deplorevole, un gesto veramente vergognoso, dato che quel gruppo conta quasi 500.000 iscritti. Sto cercando di reportare un abuso sugli aministratori".
"Uccidiamo a sprangate Di Pietro". Ma si moltiplicano anche le pagine su Facebook che aggregano persone in gruppi solidali con il premier, con denominazioni del tipo: "Uccidiamo a sprangate Antonio Di Pietro"; oppure: "Tartaglia è uno psicopatico e Di Pietro è un imbecille"; o ancora il gruppo, con già oltre 385 mila iscritti chiamato: "Sosteniamo Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia".
Critiche al leader Idv. Ci sono poi pronunciamenti molto aspri e di condanna alle dichiarazione di Antonio Di Pietro, subito dopo l'aggressione al premier: "Stai sbagliando - si legge su una pagina di Facebook - ma non capisci che stai facendo il loro gioco? Complimenti Di Pietro! Le tue affermazioni di ieri, che confermano la sua statura morale ed intellettuale (più bassa della statura fisica di Berlusconi, affosseranno ulteriormente tutto il centrosinistra. Grazie per essere una delle cause della pochezza dell'opposizione in Italia. Senza gente come te, Berlusconi non sarebbe più al governo da tempo".
(14 dicembre 2009)


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