
“Il governo e i media hanno la responsabilità di plasmare l’opinione pubblica”. Non è una frase di Silvio Berlusconi, o di Augusto Minzolini. E’ una frase di Wang Chen il direttore dell’ufficio stampa del Consiglio di Stato cinese, ovvero del governo. Il giorno dopo lo stop di Google al filtraggio dei risultati del suo motore di ricerca in base alle indicazioni della censura governativa, i due contendenti continuano a studiarsi. Il governo cinese ha fatto numerose dichiarazioni. Quella netta sulla necessità di “plasmare” l’opinione pubblica, una più sfumata del ministro degli Esteri Jiang Yu: “Internet è aperto e noi ne incoraggiamo lo sviluppo” ha dichiarato, precisando che le “compagnie straniere sono benvenute se agiscono in accordo con la legge”. Google ha annunciato che è pronto a discutere con il governo cinese “della base sulla quale potremmo gestire un motore di ricerca senza filtri in accordo con la legge”, insomma, per ora non arretra di un millimetro. Dopo Barack Obama che ha ribadito di essere per una una Rete davvero libera, e Hillary Clinton che “attende spiegazioni” dal governo cinese, anche il ministro del Tesoro Usa ha chiesto alla Cina di garantire alle compagnie americane la “sicurezza” delle loro operazioni. Si riferisce agli attacchi informatici subiti da Google che miravano a bucare gli account Gmail di attivisti cinesi per i diritti umani.
In Cina non esiste una vera blogosfera, e la censura nella vita reale è dura quanto quella online. Perciò non si registrano sostanziali prese di posizione della società civile alla guerra tra il regime e il motore di ricerca. Ma alcuni coraggiosi hanno portato dei mazzi di fiori davanti alla sede Google di Pechino. Fiori che odorano di libertà.
BLOGGER DESTRA CONTRO LA POLVERINI INVOCANO “UN MOTO DI RIBELLIONE”
La Polverini è stata oggetto del fuoco amico di Vittorio Feltri. Ma anche altri settori della destra sono contrari alla candidatura della sindacalista: “Che senso ha, per la destra – scrive ideazione.blogspot.com – vincere le elezioni per poi ritrovarsi con un governatore di sinistra? È arrivato il momento, anche da noi, di un moto di ribellione dal basso. Anche a costo di perdere un’elezione”. Rincara la dose Jim Momo: “Sindacatocrazia, burocrazia, pubblico impiego, assistenzialismo, sono i segni particolari nella carta d’identità della socialista e noglobal Polverini”. Per Giova, infine “i laziali farebbero bene ad ignorare la prossima tornata regionale”.
PROBLEMI PER LA PAGINA FB “BERLUSCONI CHI È” SU FACEBOOK
Sono numerose le “redazioni Facebook” e le pagine che utilizzano il meccanismo dei “fan” per pubblicare notizie e segnalazioni. Una di queste, “Berlusconi chi è” con oltre 50.000 fan, ha avuto negli scorsi giorni dei problemi a causa del nome, nel quale è citato il premier. Gli amministratori fanno sapere di essere stati contattati da Facebook per apportare delle modifiche, ma intanto la pagina è stata bloccata e non è possibile pubblicare aggiornamenti. Di fatto è la prima conseguenza del can-can contro Facebook portato avanti dal governo dopo l’aggressione a Berlusconi.


1 commento:
Che meraviglia! Neanche al Cina riesce a bloccare i motori di ricerca, mentre il nostro (?) governo vuole censurare Internet!
Quanta presunzione, saccenza e supponenza!
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