domenica 3 gennaio 2010

Riforme, il Pd contro l'Idv. "I migliori alleati di Berlusconi"


A due giorni dal messaggio di fine anno del capo dello Stato Giorgio Napolitano, con il suo appello a "un confronto sereno e serrato fra le forze politiche" per l'avvio delle riforme necesarie al Paese, è di nuovo scontro fra maggioranza e opposizione.

A innescare la miccia sono le parole pronunciate ieri da Luigi De Magistris ("Berlusconi se ne vada dall'Italia") ma soprattutto dopo quel che Antonio Di Pietro ha scritto nel suo blog, definendo "incaute, visti gli interlocutori" le affermazioni del presidente della Repubblica.

La maggioranza insorge, il Pdl Fabrizio Cicchitto osserva come sia "sempre in azione" il "nucleo d'odio", il portavoce del premier Paolo Bonaiuti denuncia che agli attacchi "non arriva alcuna risposta delle sinistra riformista" ma a stretto giro è il numero due del Pd, Enrico Letta, a replicare all'Italia dei valori: "Sono i migliori alleati di Berlusconi - dice - e portano il centrosinistra nell'abisso".

Proprio ieri - in una giornata agitata anche dalle dichiarazioni del ministro Brunetta sull'articolo 1 della Costituzione - Bonaiuti aveva nuovamente auspicato "un confronto sui fatti" con l'opposizione, ribadendo che il percorso sulle riforme potrebbe ripartire dal Senato e dalla "bozza Violante", pur insistendo sulla necessità di un rafforzamento dei poteri del premier.

"Abbiamo fatto partire l'iniziativa per le riforme - ha ribadito oggi Bonaiuti - ma già abbondano missili e cannonate dai Di Pietro e dai De Magistris e non vediamo ancora molte risposte concrete dalla sinistra riformista".

Ma ecco che il Pd si dissocia dalle affermazioni dell'Italia dei valori e difende Napolitano. "Con questa continua rincorsa Di Pietro e De Magistris portano il centrosinistra nell'abisso e sono i migliori alleati di Berlusconi - afferma il vicesegretario Letta in una nota - noi continuiamo sulla nostra linea di sostegno e difesa del capo dello Stato e della sua posizione a favore delle riforme e dell'interesse nazionale".

(3 gennaio 2010)

8 commenti:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

CON QUESTA C.D. "OPPOSIZIONE" BERLUSCONI RESTERA' FINO AL 2018. CON QUESTO PD, INTENDO DIRE.

Mela Rossa ha detto...

esatto!

Bob Bulgarelli ha detto...

A parte il fatto che qualsiasi "risposta concreta" che non avvalli al 100% la politica fallimentare del governo, verrebbe tacciata di comunismo, o, quantomeno di fomentare l'odio.
Non vedo come si può risollevare la disastrosa condizione dell'Italia cancellando o modificando l'art.1 della costituzione. Poi, appena qualcuno dice come stanno le cose - vedi DiPietro - apriti cielo!!!
'notte_
Roby

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Roby, l'Italia B. non la vuole risollevare ma asservire del tutto. Leggi il post di Luigi De Magistris, ti chiarirà molte cose. Io di mio ti posso dire che la proposta di cambiare l'art. 1 della Costituzione è una dichiarazione di guerra: la costituzione la vogliono modificare tutta, anche la prima parte, quella dei principi intangibili, in senso presidenzialista. E poi, quello che disturba B. è l'art. 3: tutti i cittadini sono eguali di fronte alla legge. A B. non piace, lui si considera 'primus super pares', come hanno avuto la spudoraterzza di affermare i suoi avvocati nel giudizio di costituzionalità del lodo Alfano presso la Corte Costituzionale, che non li ha pensato proprio.

Francy274 ha detto...

e poi dicono che Grillo esagera a chiamarlo PD-L.. Questi hanno contribuito più della destra a mandare l'Italia allo sfascio.

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

E' tutto un 'inciucio', cara Francesca. Desolante. E' questa la sinistra che vogliamo?

Francy274 ha detto...

No!! E' quella di Di Pietro, cascasse il mondo !!!

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

AAAAH! ADESSO SI' CHE CI CAPIAMO!
;-)