giovedì 15 aprile 2010

BERLUSCONI UN UOMO DA MARCIAPIEDE


L’imprevisto del premier fuori dal vertice nucleare e con gli 007 Usa
di Giampiero Gramaglia

Nel bel film del 1939 di Franck Capra, Mr Smith va a Washington e rischia di perderci la fiducia nell’umanità e l’onore. Nel film appena diretto da Barack Obama, Mr B., che di Mr Smith non ha certo l’ingenuità, va a Washington e rischia semplicemente di perdersi. Scena del ‘siparietto’, presunto e smentito, il Convention Center, teatro del Vertice mondiale sulla sicurezza nucleare e della cena d’apertura lunedì sera. Anzi, l’esterno del Convention Center: per dirla tutta, anche se suona male, il marciapiede. Lì, Silvio Berlusconi attende, a lungo, c’è chi dice 40’, chi addirittura 50’, la limousine che deve prelevarlo e la scorta che lo deve accompagnare, in un clima – narrano testimoni che si vogliono oculari – di nervosismo. A un certo punto, il presidente del Consiglio vorrebbe andarsene a piedi al Willard, l’albergo, a due passi. Ma il Secret Service, che veglia sulla sicurezza del presidente e dei suoi ospiti, glielo impedisce. Alla fine, l’auto arriva, il corteo parte e l’incidente si chiude.

L’episodio ha diverse versioni (e altrettante smentite). Ma il solo fatto che sia diventato il ‘clou’ della comparsata americana del capo del governo italiano dice che, al vertice, Mr B. non ha avuto un ruolo di rilievo, anche se è stata sua la stretta di mano più teatralmente prolungata con Obama: ha fatto un discorsetto fotocopia di quello del presidente statunitense e ha ricevuto i complimenti (graditi) per il successo nelle relazioni regionali fra l’altro dal cancelliere tedesco Angela Merkel e dal premier turco Tayyip Erdogan.

C’è pure chi nega che l’attesa sul marciapiede sia mai avvenuta: autorevoli fonti diplomatiche assicurano all’Ansa che Berlusconi avrebbe semplicemente aspettato il momento di lasciare il Centro, nel rispetto dell’ordine di protocollo delle partenze. Per ingannare l’attesa, Mr B. avrebbe prima conversato per qualche minuto con altri leader e poi si sarebbe disciplinatamente tenuto in disparte. Per queste fonti, sarebbe una bufala pure il tentativo di rientrare a piedi in albergo, perché Mr B. sa bene quali siano i problemi di sicurezza quando ci sono in giro 47 delegazioni nazionali e tre di organizzazioni internazionali. Inverosimile, poi, il racconto di una rivincita del presidente del Consiglio il giorno dopo. Sollecitato ad arrivare per tempo alla ‘foto di famiglia’, lui avrebbe risposto: “Ieri sera ho aspettato io, ora aspettino loro”, presentandosi quasi per ultimo al Convention Center. Falso: Berlusconi non ricorre a ripicche per violare il protocollo, lo fa spesso e gli riesce bene.

Certo, a vedere le immagini del Vertice di martedì, la giornata conclusiva, c’è l’impressione che, per il Nostro, non tutto abbia girato liscio: è spesso cupo – avrà il broncio per dichiarazioni di Fini? – e, nella ‘foto di famiglia’, si ritrova in seconda fila, lui che ha bisogno della prima, e ben lontano da Obama.

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