venerdì 11 giugno 2010

“Con questi tagli serve una ribellione sociale”


VENDOLA LANCIA L’ALLARME DOPO L’INCONTRO CON TREMONTI: LA MANOVRA È UN COLPO ALLO STATO SOCIALE

di Luca De Carolis

Del 2013 e di primarie non ha voluto parlare “perché è un discorso prematuro”. Ma ha usato toni da leader dell’opposizione, evocando “una ribellione sociale importante”, contro “un governo intollerante, che sta trascinando l’Italia in un buco nero”.

Nichi Vendola non ha fretta di candidarsi come capo del centrosinistra. Per il leader di Sinistra Ecologia e Libertà, il presente è fatto dell’emergenza democratica e sociale creata dalla destra. E ieri a Roma lo ha detto ad alta voce, nella doppia veste di governatore regionale e leader politico.

Nel pomeriggio Vendola si è scontrato con l’intransigenza del teorico dei tagli, Giulio Tremonti, poi in serata è andato a riempire di entusiasmo la folla in piazza del Pantheon, per la manifestazione nazionale di Sel contro la manovra.

Tra un appuntamento e l’altro, in tanti gli hanno chiesto se si presenterà alle primarie, per diventare il candidato premier del centrosinistra nel 2013. Vendola ha preso tempo: “Il discorso è prematuro, perché adesso il centrosinistra deve riaprire i propri cantieri, ritrovare un patto tra politica e popolo. Se ritrova un popolo, ritrova un leader. E magari sarà proprio il popolo a trovare il leader”. Come a dire che la base va riconquistata, e che in vista di benefiche primarie bisognerà seminare parecchio. Senza stancarsi di ricordare alla gente che il governo le sta togliendo il futuro.

“La manovra è un colpo allo stato sociale, un massacro che renderà le Regioni amministratori fallimentari delle proprie risorse” sibila il leader di Sel. Ieri, assieme ad altri presidenti regionali, Vendola ha incontrato Tremonti, il ministro per i Rapporti con le regioni, Fitto, e il ministro per la Semplificazione normativa, Calderoli. I governatori speravano in qualche apertura sulla manovra, ma il ministro dell’Economia ha chiuso la porta a doppia mandata, confermando i tagli da macelleria sociale per gli enti locali.

Ma Vendola non ci sta: “Da parte del governo c’è un atteggiamento intollerante, una saracinesca chiusa, nessuna disponibilità a trattare la questione. Tremonti ci ha detto che sono i numeri che fanno la politica, e non il contrario. Ma la sua è una formula esoterica, un abracadabra”. A cui il leader di Sel risponde con una verità ben diversa: “Con questa manovra modello ‘Briatore’ le regioni vengono uccise, il ceto medio e popolare viene emarginato, e non si vede alcun elemento di crescita. L’Italia, soprattutto il Sud, sta finendo in un buco nero”.

Bisogna rialzarsi, e Vendola chiama all’adunata democratica: “Credo che ci siano tutti gli ingredienti sociali per una ribellione sociale importante”. Un appello pesante, nel giorno in cui il Senato ha detto sì alla legge-bavaglio. “Vogliono sopprimere le intercettazioni perché danno la possibilità di entrare nei salotti buoni, dove spesso bella vita e malavita si incontrano” attacca il governatore della Puglia. A occhio e croce, un tipo poco salottiero.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Questo sì che andrebbe bene!!!

Madda