lunedì 14 giugno 2010

ILLUMINISMO E RAGIONE

di Roberto Ormanni

E' senz’altro vero che l’Illuminismo non fu solo una corrente di pensiero (sebbene abbia in realtà caratterizzato un’epoca storica: il punto è che da questa caratterizzazione sono discese delle conseguenze) ma sarebbe riduttivo verso centinaia di pensatori, umanisti e scienziati vissuti in epoche precedenti – da Euclide, Solone e Aristotele in poi – ritenere che sia stato semplicemente la scoperta della ragione.

E’ stata piuttosto una scuola che ha fatto della ragione, nel senso della conoscenza critica, un modello da non riservare, per l’appunto, alla filosofia e alle scienze ma da applicare, diciamo così, nella vita quotidiana.

D’altra parte non è un caso che l’Illuminismo altro non fu che la sistematizzazione di quanto sosteneva già Cartesio nella prima metà del Seicento, e poi John Locke a cavallo tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento.

La maggior forza e la maggior diffusione della teoria del sapere critico alla metà del Settecento fu dovuta, essenzialmente, dalla necessità sempre più avvertita di arginare la politica assolutista e teleologica. E a sua volta questa necessità (oggi la chiameremmo coscienza civica) veniva favorita da un fenomeno del tutto nuovo per l’epoca: la comunicazione.

Se per 150 anni dalla sua invenzione, la stampa a caratteri mobili (quella di Gutenberg, perché esempi di stampa su carta ma con caratteri fissi e d’argilla c’erano in Cina fin dal 1041) era rimasta appannaggio di monasteri e ricchi signori, proprio nella seconda metà del Seicento nascono in Europa i primi giornali.

Richelieu, grande stratega e comunicatore, fondò nel 1643 La Gazette, il primo esempio di quella che oggi chiameremmo “stampa di regime”. E naturalmente ciò provocò la nascita, nel 1650, del primo giornale di “controinformazione” (sempre per usare una parola d’oggi): il Courier Bordelais. La circolazione delle informazioni – del sapere critico, della coscienza critica – favorì la consapevolezza popolare circa la necessità di porre un limite alle imposizioni, quali che fossero. Ecco dunque che l’unico modello disponibile per contrastarle, queste imposizioni, era la ragione. Kant, che spesso viene citato come uno dei fondatori dell’Illuminismo, e dunque della ragione quale dovere etico, arrivò in realtà buon ultimo, tra il 1780 e il 1790, con le sue Critica della Ragion Pura, Critica della Ragion Pratica e Critica del Giudizio. Ben cento anni dopo il Saggio sull’Intelletto Umano di Locke. Ridurre l’Illuminismo alla… scoperta che bisogna pensare con la propria testa è poco… illuminato. Che ciò fosse necessario, qualcuno, per fortuna, se n’era accorto prima del 1790.

4 commenti:

Francy274 ha detto...

Lo leggerò con attenzione nel pomeriggio.. mi ha sorpreso vedere che hai pubblicato uno scritto filosofico... wauuuuuuuuu... ho ragioe! Sei un filosofo inconsapevole :DDDDDDDDDDD
Buona Giornata ;)

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

PURTROPPO, HAI TORTO MARCIO. MI MANCANO LE BASI CULTURALI PER APPREZZARE UNO SCRITTO COSI', DICO MEGLIO, PER CAPIRLO FINO IN FONDO. INOLTRE, VA SU PERLE RUBATE E CAPIRAI ANCHE TU!

Francy274 ha detto...

E' ineccepiblie questo resoconto su ciò che realmente è l'illuminismo. La causa per cui molti lo ritengono scoperta della ragione lo si deve proprio ai poteri assolutistici. La religione è la grande ammiraglia in tal senso che imbarca ogni cosa distorcendola a suo comodo, pur di mantenere il controllo sulla folla.
Per capire bene questa corrente filosofica, così come ogni altro argomento, bisogna sindacare la vita dei grandi pensatori, solo allora ci si rende conto di quanto sia vero ciò che dice Ormanni.
Di esempi di illuministi perseguitati dai potenti non mancano, il perchè è facile da capire.

Grazie per averlo postato, mi piace davvero.

Aggiungo : come Te sono ignorante in filosofia ma amo leggere sull'argomento. Ogni tanto coraggiosamente mi butto nella mischia esprimendo il mio pensiero in base al mio semplice capire.. Ma poi sei sicuro che sbaglio nel dirTi che sei un "filosofo inconsapevole"? ... Forse non ne sai parlare di filosofia ma la applichi, basta sindacare la Tua vita.. tutto è possibile perchè nulla è scontato su questo mondo! ;)

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

EBBENE, POSTO CHE FILOSOFO SIGNIFICA, SIGNIFICATO ETIMOLOGICO, AMARE LA SAPIENZA, LA RISPOSTA E' SI', IO AMO LA SAPIENZA, MEGLIO AMO IL SAPERE. MA QUESTO NON SIGNIFICA CHE IO SIA IN GRADO DI VALUTARE LE COSE SCRIVONO I FILOSOFI O GLI PSEUDO-FILOSOFI, MEGLIO ANCORA CHI SCRIVE DI FILOSOFIA CITANDO A DESTRA E A MANCA NOMI NOTI E NOMI IGNOTI (ALMENO A ME), DEI QUALI NON CONOSCO IL PENSIERO O ADDIRITTURA IL NOME. ROBERTO ORMANNI HA LA CULTURA E LA CONOSCENZA NECESSARIA PER SCRIVERE IN LIBERTA' E IN SCIOLTEZZA, COME HA DIMOSTRATO IN QUESTO POST. ECCO, IO NON HO QUESTA CAPACITA' E HO UNA CAPACITA' LIMITATA DI CAPIRE FINO IN FONDO E TRATTENERE I CONCETTI CHE ESPONE. E' COSI', NON CI POSSO FARE NULLA, NON HO FREQUENTATO SCUOLE DI ALTO LIVELLO, NON PROVENGO DA UNA FAMIGLIA DELL'ALTA BORGHESIA, NON HO AVUTO QUESTE OPPORTUNITA'. MA NON ME NE CRUCCIO PIU' DI TANTO, ANZI SONO FELICE DI LEGGERE E CAPIRE TALVOLTA FINO IN FONDO SENZA RIUSCIRE A TRATTENERE NULLA. SAI PERCHE'? SONO UN FILOSOFO NEL SENSO CHE AMO LA SAPIENZA.