martedì 15 giugno 2010

OPS! C’È UN ALTRO MILIONE


Inchiesta G8: al vaglio dei magistrati di Perugia decine di operazioni sospette. Coinvolta la segretaria di Anemone

di Antonio Massari

L’inchiesta di Perugia continua a virare sul “tesoro della cricca”. Tra operazioni sospette e nuovi conti all'estero, nelle ultime ore, le segnalazioni giunte in procura stanno delineando la potenziale mappa del “tesoro”, indicando dove sarebbero custodite le presunte tangenti legate agli appalti della Protezione civile. Nuovi conti all'estero riconducibili ad Angelo Balducci, con cifre che gli investigatori ritengono “importanti”, sarebbero stati individuati in Lussemburgo. Importi e numeri dei conti saranno resi noti agli inquirenti nei prossimi giorni, quando i risultati della rogatoria internazionale saranno ufficialmente trasmessi ai pm Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi. Già ufficiale, invece, il risultato delle indagini svolte dalla Banca d'Italia su Alida Lucci, segretaria dell'imprenditore Diego Anemone che, come Balducci, ex presidente del consiglio dei Lavori pubblici, è indagato per corruzione.

Bankitalia ha scoperto altre nove operazioni sospette per un totale che ammonta – secondo le indiscrezioni – a circa un milione di euro. Gli ispettori hanno effettuato in queste settimane diversi riscontri negli istituti di credito dove Alida Lucci – che non è indagata – ha operato. Non è la prima volta che Lucci compare in quest'indagine, nella quale viene considerata una sorta di prestanome di Anemone. Già la Guardia di finanza, nei mesi scorsi, aveva segnalato in un'informativa destinata agli inquirenti 30 conti correnti, 23 dei quali attivi, in una filiale romana della Banca delle Marche. Troppi conti per una semplice segretaria. Troppi soldi rispetto al reddito che Lucci dichiara al fisco. Secondo la Finanza “tale dato non appare coerente con i redditi della stessa dichiarati al fisco e con la sua posizione di dipendente dell'Impresa Anemone Costruzioni srl”.

Alla trentina di conti rintracciati mesi fa, adesso, si aggiungono nuovi movimenti di denaro – per cifre che variano dai 300 mila euro al milione – che Bankitalia ha segnalato come operazioni sospette. Conti e movimenti di soldi sempre legati ad Alida Lucci. L'indagine finanziaria prosegue con le altre rogatorie inviate all'estero dalla procura, inclusa l'ultima, quella inviata a San Marino dove – secondo le informazioni giunte, per ora in maniera informale, dal paese del monte Titano – sarebbero custoditi ulteriori conti.

Nei prossimi giorni – forse già oggi o domani – dovrebbe essere interrogato Guido Bertolaso. Al capo della Protezione civile, i pm, intendono rivolgere ulteriori domande sui suoi rapporti con Diego Anemone e Angelo Balducci, a partire dall'incarico di consulenza che sua moglie, Gloria Piermarini, ricevette dall'imprenditore per curare il progetto del verde al Salaria sport village, per finire all'affitto dell'appartamento di via Giulia che, secondo l'architetto Angelo Zampolini, fu pagato con soldi di Anemone.

Sarà interrogato al più presto anche l'ex ministro Pietro Lunardi, per il quale la fondazione “Generazione Italia”, vicina a Fini ha anche chiesto le dimissioni: “Uno come lui dovrebbe dare l’addio da parlamentare, ossia da rappresentante della Nazione. In nome della morale pubblica. Contro la quale non c'e' garantismo che tenga". Comunque, gli inquirenti vogliono capire se Lunardi, che non risulta indagato, abbia ricevuto “utilità” da Anemone, come, per esempio, la ristrutturazione di una villa o di un palazzo romano. “Ho sempre pagato tutto regolarmente”, ha sempre detto Lunardi, il cui nome compare nella “lista” dei lavori di Anemone, alla ristrutturazione di un palazzo in via dei Prefetti. La Gdf ha cercato, nei documenti sequestrati ad Anemone, le fatture della ristrutturazione, ma non le ha trovate. Di qui il sospetto che i lavori siano stati effettuati a spese dell'imprenditore, e non dell'ex ministro, che però smentisce assicurando di aver conservato tutti i documenti del pagamento. In un'intervista a Repubblica, infine, Lunardi ammette di aver comprato, pagandolo, il palazzo di via dei Prefetti dall'ente vaticano Propaganda Fide, scegliendolo da un elenco portatogli di Balducci, rimanendovi senza pagare l'affitto per ben 14 mesi. Ad Anemone, infine, ammette di aver fatto qualche favore: “L'ho aiutato a comprare i terreni della Banca di Roma, dove poi sorgerà il Salaria sport village”. Altri elementi che gli inquirenti vogliono chiarire. Lunardi, nei confronti del quale non è stato preso alcun provvedimento, potrebbe essere sentito nei prossimi giorni. La scorsa settimana, invece, è stato interrogato l'architetto Stefano Boeri, l'uomo che, secondo la versione fornita da Angelo Zampolini, era legato a Romano Prodi e Francesco Rutelli. L'architetto ha dichiarato di non aver ricevuto alcun trattamento di favore, ma i pm continuano a indagare sugli eventuali coinvolgimenti del centrosinistra nella gestione degli appalti legati al 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia. In programma, anche la convocazione di Francesco Rutelli, come persona informata sui fatti, che all'epoca dei fatti rivestiva l'incarico di ministro dei Beni culturali.

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