

Palamara: "La riforma limita lo strumento investigativo e il diritto di cronaca".
L'Associazione Nazionale Magistrati ribadisce il suo "giudizio negativo" sulla riforma delle intercettazioni, giudicandola "fortemente limitativa dello strumento investigativo e del diritto di cronaca".
E' lo stesso presidente Luca Palamara, a margine di un convegno al Csm, a bocciare senza appello il ddl: "Aspettiamo di leggere quali saranno gli emendamenti, non corriamo dietro gli annunci - ha detto - ma non possiamo che ribadire un giudizio negativo su questo testo. Né riteniamo che le proposte di modifica, da questo punto di vista, possano migliorare la situazione. Purtroppo dobbiamo prendere atto del fatto che da circa due anni discutiamo di questo testo cercando di migliorarlo ma, di fronte a disposizioni globali insoddisfacenti, i miglioramenti rischiano di non produrre alcun effetto".
L'opinione di Palamara è condivisa dai consiglieri del Csm che, sebbene in scadenza di consiliatura, hanno intenzione di non risparmiare un'ulteriore critica "ufficiale" al testo di riforma.
Intanto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e il presidente della seconda commissione di Montecitorio, Giulia Bongiorno, sono al lavoro per definire nello specifico le variazioni al provvedimento e fanno sapere che "la soluzione è vicina". Come ha spiegato il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, ''saranno accolte le indicazioni emerse da più parti in fase di dibattito".
Una fonte interna alla II commissione di Montecitorio ha annunciato che gli emendamenti al ddl verranno votati in Commissione Giustizia alla Camera mercoledì alle 14:10. Il termine per presentarli resta fissato per domani entro le ore 15.
(12 luglio 2010)

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