domenica 29 agosto 2010

"È perplesso anche il Quirinale sembra un'amnistia mascherata"


EMANUELE LAURIA

"Il processo breve? Per fare lo scudo al premier rischiamo di far venire meno qualche centinaia di migliaia di procedimenti. Come faremmo a spiegare che non si tratta di un'amnistia mascherata?". Un interrogativo che Italo Bocchino rilancia sul difficile tavolo della trattativa con il Pdl: "Nulla in contrario sul principio dello snellimento della macchina giudiziaria - dice - ma questo tema rientra in quel 5 per cento del programma da discutere". Intanto, da parte del luogotenente di Fini arriva una netta apertura alla Lega ("La mediazione di Bossi è molto positiva") e la conferma della richiesta al Pdl di fare "un atto riparatorio" che cancelli l'incompatibilità del presidente della Camera: "L'unica soluzione per salvare la baracca".

Il ministro Alfano dice che il processo breve è una priorità. Lo è anche per voi?
"Le norme sul processo breve non sono ferme da otto mesi per caso. Ma perché Berlusconi e Fini, in uno dei pranzi che fino a qualche tempo fa erano soliti fare, valutarono l'opportunità di tenere in stand-by questa riforma. Fini manifestò una serie di perplessità sull'impatto di queste norme sui procedimenti pendenti. Perplessità che sul piano giuridico mi sembra siano state espresse anche dal Quirinale".

Perplessità che da parte vostra permangono?
"Alfano ha fatto un passo in avanti, dicendo che saranno messi i soldi per rendere più efficiente la macchina della giustizia. Bene, finora nulla era stato messo sul piatto. Spero che il governo ci illustri come rafforzare gli uffici. Ma il punto centrale è la norma transitoria. La legge, nel testo attuale, interviene sui procedimenti che riguardano reati fino a 10 anni commessi entro il 2006, data dell'ultimo indulto".

E fa venire meno anche i processi a carico di Berlusconi.
"Posso pure essere d'accordo con Berlusconi quando dice di essere vittima di un'aggressione giudiziaria. Chi ha preso i voti per governare deve essere messo in condizione di farlo. Ma per fare lo scudo per il premier rischiamo di far venire meno qualche centinaia di migliaia di procedimenti. Stiamo parlando di centinaia di migliaia di famiglie di vittime in attesa di giustizia. Come faremmo a spiegare che non si tratta di un'amnistia mascherata?"

Il vostro voto al processo breve non è garantito.
"Non dico questo. Dico che queste norme rientrano in quel 5 per cento del programma che va discusso".

Bersani sarebbe "sorpreso" da un vostro sì a queste norme.
"Ci sarebbe ben poco da sorprendersi. Ma, ripeto, vogliamo capire prima se le norme non provocheranno effetti negativi sul sistema".

Come giudica il tentativo di Bossi di far ripartire il dialogo nel Pdl?
"Molto favorevolmente. Bossi ha verificato che il voto non è una soluzione opportuna. E soprattutto ha capito che il problema è tutto nel rapporto fra Berlusconi e Fini. Il leader della Lega è un politico di razza: sa che rispettare la storia del bipolarismo significa andare d'accordo con Fini".

Fini ha smentito un prossimo incontro con il governatore leghista Cota.
"Credo ci siano già stati contatti fra importanti esponenti del Carroccio e Fini. Gianfranco prima di Mirabello non incontrerà nessuno: dirà come la pensa, poi si vedrà. Il problema non è il governo, c'è una questione politica che riguarda il Pdl. Due signori si sono presentati agli elettori come capilista in tutte le circoscrizione. Quando Berlusconi dice che la volontà popolare è sacra, dimentica che con l'editto unilaterale che dichiara incompatibile Fini tradisce i 14 milioni di elettori che hanno votato entrambi".

Urso dice che con un "atto riparatorio" da parte del Pdl l'iniziativa dei gruppi di Fli potrebbe rientrare.
"Vale quello che Fini disse a Giuliano Ferrara la sera prima dell'espulsione: resettiamo tutto. Io a un atto riparatorio credo pochissimo ma è l'unica via d'uscita per salvare la baracca. Con calma, si può ragionare. Ma il Pdl ci dica se ritiene il provvedimento sull'espulsione di Fini esagerato, lo annulli e affermi che non c'è più l'incompatibilità. Poi si riuniscano gli organi di partito per vedere che fine deve fare il Pdl. Il ritiro dei gruppi di Fli sarebbe solo il punto finale di questo percorso".

Siete disponibili a una modifica della legge elettorale?
"I tempi non sono maturi. Ma siamo pronti all'occorrenza a dare un contributo per un ritorno al Mattarellum. Che garantiva bipolarismo e governabilità".

29 agosto 2010

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