

FRANCESCO BEI
"Una nuova maggioranza per approvare una legge elettorale anti-Berlusconi è uno scenario pericoloso che non va sottovalutato". Ignazio
Non è piaciuto il suo pugno di ferro contro i finiani. Persino Verdini e Cicchitto hanno preso le distanze da lei. Vuole schiacciare i suoi vecchi amici?
"Questo è veramente il colmo! Io sono stato sempre un pompiere e adesso passo per quello che vuole la guerra".
Non è così? Voi ex An avreste molto da perdere da una riconciliazione fra Berlusconi e Fini, no?
"L'ultimo a insistere con Fini quando ci fu la rottura fui proprio io. Conservo ancora gli sms di Bocchino e di Briguglio che mi ringraziano per l'intervento in Direzione. Poi, quando è cominciata la guerra, io e gli altri tre - Matteoli, Gasparri e Alemanno - non abbiamo mai partecipato agli attacchi extra-politici a Fini. E sì che qualche titolo per parlare di quella casa a Montecarlo l'avremmo pure avuto".
Cosa intende?
"All'epoca io ero il coordinatore di An.
Insomma,
"So io delle cose... Fini mi diceva peste e corna di Berlusconi, chiedendomi di riferire tutto al premier. Idem Berlusconi".
E lei?
"Muto, riferivo a entrambi solo le poche cose positive. Fini invece, quando ha riunito gli ex An per lo strappo finale, a noi quattro nemmeno ci ha invitato".
All'ufficio di presidenza che ha sancito l'incompatibilità di Fini con il Pdl c'era pure lei e ha votato il documento...
"Sì, ma tutti volevano chiudere la porta a chiave. L'unico emendamento approvato è stato quello proposto da me, che lasciava la porta socchiusa. Diceva di aggiungere che Fini "allo stato" era incompatibile. Capito?".
Poi però avete fornito a Berlusconi i numeri sbagliati, gli avete raccontato che i finiani sarebbero stati una dozzina.
"Falso! Noi contammo 31 ex An e quelli sono stati. Gli dicemmo pure che, se avesse attaccato Fini, avrebbe spinto molti a solidarizzare con lui. Così è stato. Per fortuna la mia previsione di 31 deputati l'ho messa per iscritto, ho le prove".
Adolfo Urso chiede che vi rimangiate l'espulsione. Loro, in cambio, rinuncerebbero ai gruppi autonomi. Si può fare?
"A volte i pontieri fanno più danni degli altri. Urso è in buona fede, ma come fa a dire certe cose? Se vado da Berlusconi a dirgli, come vuole Urso, che deve fare un "gesto riparatore" nei confronti di Fini lo sa come la prende?"
Non bene?
"Ma che acume... quello mi risponde "riparatore di che??"".
Quindi andrete avanti con la linea dura contro i ribelli?
"Non mi importa di passare per un duro. Li chiameremo uno ad uno e poi decideremo. Sbaglia chi vuole passare da un eccesso di intransigenza a un'assenza di chiarezza. Berlusconi oggi mi ha detto: vai pure avanti, ma attento a non farla passare per una provocazione".
Adesso si parla di legge elettorale, per voi è un tabù?
"La proposta di Bersani è del tutto strumentale. La sinistra sogna una legge che consenta a loro di vincere senza avere il consenso".
Ma se anche i finiani fossero disposti a discuterne?
"Il sospetto c'è, non siamo così sciocchi. È impossibile sommare forze alternative per fare un governo, ma una nuova maggioranza per una legge elettorale anti-Berlusconi è uno scenario pericoloso che non va sottovalutato".
(29 agosto 2010)

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