

di ALBERTO D'ARGENIO
Sono centoventisette i giorni passati senza che Silvio Berlusconi abbia nominato un ministro allo Sviluppo economico. Più di quattro mesi. Nemmeno quella di ieri è stata la giornata giusta per trovare un nome al sostituto di Claudio Scajola. Eppure secondo molti poteva esserlo: in calendario, infatti, c'era un consiglio dei ministri. Ma la riunione è durata pochi minuti ed è stata disertata da un premier rimasto a Palazzo Grazioli, indaffarato tra riunioni e telefonate dedicate alla crisi della maggioranza. Prolungando così il suo interim su una poltrona che il mondo economico e industriale vorrebbe assegnata al più presto per fronteggiare la crisi. Al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, non resta dunque che continuare ad attendere la nomina del ministro e del nuovo presidente della Consob. Magari sperando in tempi brevi, visto che solo venerdì scorso Berlusconi aveva assicurato che entro questa settimana avrebbe sciolto le riserve (promessa già fatta ma non mantenuta prima della pausa estiva).
"Mi auguro che il presidente Berlusconi mantenga la parola data e che la nomina del ministro avvenga presto", ha detto ieri il viceministro dello Sviluppo Economico Adolfo Urso. E per un altro finiano, Enzo Raisi, il nome "più probabile" resta quello di Paolo Romani, attuale viceministro con delega alle comunicazioni. Un nome che però continua a dividere e ad attirare critiche (anche del Colle) per la sua storica sensibilità in favore delle esigenze di Mediaset.
“Per il premier Berlusconi proporre Romani sarebbe come chiedere la nomina a ministro di un suo stretto familiare", ha affermato ieri il Coordinamento nazionale Nuove Antenne. E così, anche se Romani resta in pole position, spuntano nuovi nomi, come quello del sottosegretario all'Economia Luigi Casero. Ieri ha dato nell'occhio la visita a Palazzo Grazioli dove il cinquantenne lombardo, molto stimato da Berlusconi, è rimasto mezz'ora insieme ai ministri Brambilla e Brunetta. All'uscita alle domande dei cronisti sul suo futuro ha concesso un semplice "no comment". Circola anche il nome di Annamaria Bernini, che però resta in corsa per una poltrona da sottosegretario.
Resta dunque massima l'incertezza sui tempi entro i quali Berlusconi nominerà il nuovo ministro. Dalla maggioranza fanno sapere che "la questione Sviluppo economico al momento è congelata", anche se questo non vuol dire che non possa sbloccarsi a breve. Addirittura "oggi o domani", spiegano alcuni esponenti del governo, anche se le incognite legate al nome sono appesantite dalla crisi della maggioranza: se prima Berlusconi aveva tenuto libera la poltrona di Via Veneto per offrirla ai centristi di Casini, invitati senza successo a sostituire i finiani, ora è proprio il futuro dei fedeli del presidente della Camera al governo che potrebbe consigliare al premier di rimandare ancora la nomina.
(08 settembre 2010)

2 commenti:
ihihihih,, e mò dove lo trova un incensurato, immacolato, senza macchia e senza paura che non potrà essere attaccato dai soliti giornalisti "komunisti"??
Pauvre, pauvre Monsieur-B. :DDD
Vedrai che un servo,lo troverà sempre, anche se forse inutilmente se il Governo di dimette.
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