sabato 6 novembre 2010

“DEVOZIONE” CON CENSURA



Una scrittrice racconta l’eroina, il don si oppone

di Antonella Lattanzi

Sotto censura: Devozione. Censore autoeletto: il don di San Sebastiano. Accusa: Devozione inneggia all'eroina, contiene scene sadomasochiste. Presentato in paese, istigherebbe alla droga i bambini, turberebbe l'armonia di una comunità esente dal male. L'autrice, Antonella Lattanzi, è pazza. Delibera: “La presentazione di Devozione, nel mio Centro Parrocchiale, nel mio paese, non s'ha da fare”. Per fortuna niente di grave.

DEVOZIONE è il mio romanzo. Tramite la storia di due giovani eroinomani, racconta l'eroina oggi tra sert, astinenza ed epatite c; la dipendenza in ogni forma; la smania di felicità e la disillusione. L'ho scritto perché credo nella letteratura: come mezzo per squarciare il muro omertoso che ammutolisce certe realtà scomode. Il 15 ottobre scorso quella che qui chiamo “la scrittrice ” arriva a San Sebastiano (To) per il reading di un racconto sul paese, Una cartolina da... San Sebastiano da Po, e la presentazione di Devozione. Ore 13: la scrittrice incontra l'Assessore alla Cultura, che le riferisce le parole del don. Non parla di censura. Di censura parla la scrittrice, e molte volte. Ma è come se qui un paio di persone avesse un orecchio particolare: la parola censura la scrittrice la dice, ma quelli non la sentono. Non è colpa loro, è questione di ossicini. Loro dicono così: “Meglio rinunciare alla presentazione”. Facciamo il reading e basta. Devozione vende benissimo, no? A che ti servono 10 copie in più.

Ore 16. Le accuse dal libro, com'è giusto, passano all'autrice: pazza. Si chiedono rassicurazioni a organi accreditati. Il telefono senza fili riporta la seguente versione alla scrittrice: Gli organi accreditati dicono “Tranquilli, Lattanzi è buona, materna. Sei felice? ti considerano materna”. Alla Lattanzi passa davanti distrattamente la sua vita, notte e giorno a lavorare perché voleva diventare, appunto, una scrittrice. “Sì”, risponde. Intanto la cartolaia si rifiuta di esporre il libro: “Cosa racconto ai bambini? Che la ragazza nella copertina aspetta la siringa?”. La copertina è oltraggiosa in sé. Guardate la copertina. Il don intanto ribadisce all'Assessore: “Se vi ostinate a presentare il libro, mi alzerò e vi farò vedere”. Le mamme in coro: “Ci alzeremo coi nostri figli e andremo a prendere un gelato”.

ORE 17 alla scrittrice passa davanti distrattamente un passato dimenticato. La scuola elementare, dove arrivò un bimbo coi genitori divorziati, e le mamme in coro: “Mio figlio con quello non ce lo voglio: ha un'anima nera”. E le parole della nonna di un suo ex: “Dormire insieme senza essere sposati non è decoroso”. E la frase di un libro: “Dall'oltretomba lei lo corrompeva”. Ma la cartolina da... San Sebastiano? A quella, il don dice sì. Previa lettura. Alle 18 tra i tornanti serpeggia una notizia: la Lattanzi non vuole turbare la serenità del paese, serenamente si offre di cancellare la presentazione e optare solo per il reading in cui decanterà le bellezze del luogo. Il telefono senza fili le riporta: La direzione dell'evento dice “Ma perché drammatizzate. La presentazione non è obbligatoria, se può turbare gli animi non si presenti il libro, ma l'autrice”. Quanti anni ha. Altezza in cm. Intanto scrittrice e direzione artistica complottano via cellulare: senza telefono senza fili, la versione è un'altra. Non è solo la Lattanzi a usare la parola strana che certi non riescono a sentire. Il cellulare però, si sa, distorce le parole come vuole. La scrittrice incontra il don: “Posso parlarle?”. “Dopo, ora non ho tempo”. Ore 20, Centro Pastorale. Il grande tavolo su cui la cartolaia deve esporre copie di Devozione è vuoto. Legno e basta. La scrittrice incontra la giornalista Rota e uno dei componenti dell'organizzazione con cui aveva complottato al cellulare, che le dice: “Abbiamo delle copie in auto”. Contrabbandiamo cultura. Rota è decisa: “Sono venuta qui per presentare il libro. E lo farò”.

Ore 21: reading su San Sebastiano. Ore 22: fine. Applausi. Molti. Inizio presentazione. Il telefono senza fili è tranquillo: si parlerà dei colori preferiti dell'autrice. La Rota comincia illustrandone il curriculum letterario. Non chiede niente delle sue unghie: forse si dimentica. Nemmeno dell'altezza: bah. Pronuncia la parola: Devozione. Un paio di mamme si alza con un paio di bimbi, via verso il gelato. Giornalista e scrittrice discorrono del libro, leggono dei passi. Nessuno dice parolacce. Ore 23: fine presentazione. La Rota conclude: “Per acquistare Devozione rivolgetevi a noi”.

NON HA CHIESTO alla scrittrice nemmeno quanti anni ha: ma come. Devozione ha parlato sempre lui, s'è preso tutta la scena. La gente rimasta applaude. Si vendono 4 copie. Un papà dice alla scrittrice: “Grazie: parlare di eroina è fondamentale, continueremo a farlo”. Il telefono senza fili riporta le parole del don: “Così il libro si poteva presentare”. Il don è ancora molto impegnato : alla scrittrice vorrebbe parlare tanto, tantissimo, ma non ha il tempo. Qualcuno dal pubblico le chiede: “Favoloso! Puoi tornare l'anno prossimo?”.

Devozione

Antonella Lattanzi

EINAUDI STILE LIBERO; 378 PAGINE; 18,50 EURO

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