
di CONCITA SANNINO
Pareti rosa incendiate da un panorama mozzafiato, i pini e il mare a strapiombo di Nervi. Dalle finestre della sua vecchia vita, la camera a tre letti della comunità Kinderheim dove Ruby è entrata minorenne, irrompe solenne l'azzurro di golfo Paradiso e forse anche a quella luce sfuggiva l'accompagnatrice dai mille volti e dalla vita pericolosa, Karima El Mahroub, cioè Ruby, cioè Sabrina, anzi Lory Martins, il nome con cui, solo qualche stagione fa, si fece spacciare per una brasiliana diciottenne e vinse addirittura una fascia nel concorso miss Brianza.
Conviene ripartire da qui, dallo stanzone arrampicato sulle creuze de ma, un ambiente decoroso con gli zaini a terra e la biancheria in disordine, ora che il modello Ruby diventa il "nemico" con cui devono vedersela educatori, scuola e vita reale. Ora che Genova alza le spalle - "Meno male che se n'è andata" - anche se forse continuerà a nascondersi qui. Ora che nessuno vuole vedere le troppe Ruby al lavoro nel triangolo Genova-Savona-Milano. E che c'è un giro milionario di residence cittadini o di casermoni di periferia trasformati in alcove di lusso o in squallidi rifugi per signorine dell'est.
"Abbiamo avuto poco tempo per raddrizzarle la vita, le cose erano ormai già molto avanti e da un pezzo", ragiona Gigliola Graziano, la settantenne direttrice della comunità per minori Kinderheim di Sant'Ilario, con l'amarezza di un fallimento e il pudore delle parole generiche, come se Karima fosse ancora una delle sue ragazze. "La chiamavano al telefono e lei scappava. Se le dicevamo 'non andare, poi bisogna chiamare la polizia', lei rispondeva 'allora mi calo dalla finestra così mi faccio male, mi spezzo una gamba, non è peggio?'. Con un sorriso ti salutava e io riuscivo a farle una carezza. Ricordo le sere in cui tornava semplice, solo Karima, una ragazzotta alta e simpatica, con cui si faceva il programma di vedersi un film sul divano. Poi arrivavano quelle maledette telefonate. E lei cambiava. Era Ruby, rapita dal resto".
Daniela, l'educatrice quarantenne del centro, mostra la sua stanza, spalanca quelle finestre e aggiunge: "Di questo mare, della bellezza non sapevano che farsene, lei e le altre. L'unico obiettivo: stare in centro e divertirsi. Ruby ti dà proprio l'impressione di una che se la caverà sempre. Bugie o non bugie, disperazione o polizia alle calcagna. Bella, elastica, intelligente. Ecco perché il fatto che uscisse e entrasse, con i soldi e le cose firmate, faceva molto invidia, destabilizzava un po' le altre".
Modello Ruby. Vincente, ancorché detestato, per le coetanee. Regina della notte per i clienti del Fellini, dell'Albikokka, dello Sgrunc. Incubo ricorrente di forze dell'ordine e tassisti. Che di lei ormai sapevano tutto, compresa la sbandieratissima amicizia con il premier, del quale la ragazza mostrava, pur di accreditarsi, i numeri personali. Persino a uno sconosciuto e buggerato autista, come Fabrizio Croce, 42 anni, sposato e padre di due figli. Fabrizio non è solo l'ultimo dei tassisti truffati dopo le lunghe corse, in ordine cronologico, ma soprattutto quello minacciato con un coltello, a Milano, dagli "amici nordafricani della signorina". Mentre, a sentire il presidente della cooperativa genovese, Valerio Giacopinelli, "le nostre auto che vantano crediti da Ruby sono tante, troppe. Saliva sulle auto e non pagava".
Inquietante è il racconto reso da Fabrizio. Ricevette una chiamata il 14 ottobre scorso, a mezzanotte, dal locale Albikokka di Genova Quarto. "A chiedere il taxi è una ragazza che dice di chiamarsi Sabrina. Purtroppo io non l'ho collegata a quella che aveva imbrogliato altri miei colleghi. Vado lì al locale, e lei mi dice che dobbiamo andare a Milano, ma non devo preoccuparmi perché pagheranno i suoi amici una volta arrivati a destinazione". Durerà oltre tre ore il viaggio fino a Milano, tra varie soste, anche per prendere a bordo un'amica romena, giovanissima e spaventata.
Ma Ruby in auto parla. Tanto. Racconta di essere nel giro di Lele Mora, di avere ingaggi con vari locali non solo a Genova ma a Milano, dice - stando al racconto di Fabrizio Croce - "che il presidente Berlusconi è suo amico e lei lo frequenta. Io sorrido e mi mostro preoccupato del denaro della corsa, voglio che sappia che la considero una mitomane e che quindi non si sognasse di prendermi in giro, ma lei per tutta risposta mi mostra lo schermo del suo cellulare con evidenziati i numeri di Berlusconi, almeno tre. Mi sorprende, ma quella notte non le credo mica". Poi Ruby gli dice finalmente di fermarsmi, "ecco, siamo quasi al locale Armani". Lui dice che la scorta fino a quando non avrà i suoi soldi, lei spazientita chiama al telefono, fa arrivare una banda di amici. Ed è qui che Fabrizio, per la prima volta, ha paura. "Li vedo venire in sette o otto, tutti nordafricani. Il più grosso di loro mi mostra un coltello, mentre Ruby scappa, si infila alle loro spalle, ridacchia e sparisce. L'uomo mi dice: 'tassista genovese, scappa e non rompere i c... oppure ti fai male'". Fabrizio gira le spalle, non vedrà mai più i suoi 350 euro. E oggi, sarcastico, lancia un appello: "Presidente Berlusconi, perché non me li dai tu i miei soldi? A casa siamo in quattro e lavoro solo io. Visto che sei un uomo di gran cuore, io non mi vergogno se mi risarcisci tu per la tua amica. Non mi vergogno di portare a casa i soldi guadagnati con il mio lavoro".
Anche al residence di via Rivarolo, tra i loft e le proprietà del manager Tony Matera, dove viveva Ruby e dove ora sostano bionde ragazze romene o ucraine, chissà perché impaurite, senza un lavoro, guardandoti mute dai grandi vetri dei piani alti, a Ruby vogliono voltare le spalle. "Un viavai inquietante si vedeva qui d'estate e d'inverno. Con queste auto scure o questi taxi che le venivano a prendere. Non è servito a niente protestare", racconta Maria, un'anziana signora che vive lì accanto con figlia e nipoti.
Dimenticare Ruby e il suo "modello". Ecco perché nel centro, come nelle creuze de ma, nelle mulattiere che dai parchi scendono sulla costa, non sanno più cosa farsene di un simbolo negativo. "A Sant'Ilario avevamo Bocca di Rosa. Nessuno scambio con Ruby, la matta che si sta rovinando la vita, e ha rovinato Genova". E nessun missionario disposta a salvarla.
(04 novembre 2010)


1 commento:
Ma che bella gente che frenquenta Berlusconi.. Immaginare Barak Obama che se la fa con i guerrieri del Bronx e relative puttanelle sarebbe da sommossa popolare negli USA.. ma da noi, tutto passa per buonismo ed eccessiva sensibilità. Pazzesco!
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