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Don Verzé, il Caimano e il caso escort: finanziamenti, Servizi e benedizioni
di Gianni Barbacetto
Sono molti i fili che legano Silvio Berlusconi al San Raffaele di don Luigi Verzé. Al prete-manager, il presidente del Consiglio ha affidato la speranza di vivere (almeno) fino a 120 anni. Nell’attesa, gli ha affidato anche Nicole Minetti, soubrettina di seconda fila presa dagli studi televisivi di Colorado Cafè e fatta rapidamente diventare “igienista dentale” del San Raffaele (per poi imporla come consigliera regionale nel “listino” bloccato di Roberto Formigoni e infine “incaricata della presidenza del Consiglio” per strappare Ruby alla questura di Milano).
Del resto, è nelle sale operatorie dell’ospedale di don Verzé che si dice Silvio abbia risolto in maniera definitiva (e idraulica) i suoi problemi erotici, grazie all’equipe dell’ottimo professor Francesco Montorsi, specialista in disfunzioni erettili postchirurgiche. E ora salta fuori anche Perla Genovesi, donna indecisa tra assistere un senatore della Repubblica e trasportare cocaina. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, Perla ha raccontato ai magistrati di Palermo che il parlamentare Pdl Enrico Pianetta, di cui era assistente, nel suo ruolo di presidente della commissione del Senato sui Diritti umani tra il 2001 e il
Ora toccherà al pm milanese Antonio Sangermano verificare se alle dichiarazioni di Perla Genovesi corrispondono fatti e versamenti. È infatti sul tavolo di Sangermano, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Ilda Boccassini, che sono arrivate le carte provenienti dall’inchiesta palermitana . “Non c’è alcun fascicolo sul San Raffaele”, ha dichiarato ieri ai cronisti il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati. Ma poi ha aggiunto che “il fascicolo è arrivato l’altro ieri ed è stato assegnato al pm Sangermano, che lo sta esaminando”. Stesso pm, dunque, ma indagine separata: “Resta disgiunto”, dice Bruti, dal caso Ruby.
Se il settantaquattrenne Silvio dal novantenne don Verzé aspetta l’elisir dell’eterna giovinezza, gli amici del prete-manager aspettano dalla rete del San Raffaele aiuto e sostegno. Sono quasi una setta, una èlite, una lobby. Affari e carriere, anche in punti delicati degli apparati istituzionali. Lo dimostra la storia di Pio Pompa, ex sindacalista che riesce, proprio grazie a don Verzé, a farsi piazzare dentro il servizio segreto militare, accanto a un altro “Raffaeliano”, l’allora direttore del Sismi Nicolò Pollari. Non senza l’intervento di Berlusconi, che viene ringraziato da Pompa con un fax inviato a Palazzo Grazioli il 21 novembre 2001 e destinato a restare negli annali dei servizi e del San Raffaele: “Signor Presidente, sul foglio che ho davanti stento ad affidarmi a frasi di rito per esprimerLe la mia gratitudine nell’aver approvato oggi il mio inserimento, quale consulente, nello staff del Direttore del Sismi... In due occasioni , prima a Milano e successivamente a Roma, ho colto il Suo sguardo indagatore mentre Le stringevo la mano. Uno sguardo poi divenuto dolce conoscendomi come uomo fedele e leale di don Luigi Verzé. Sarò, se Lei vorrà, anche il Suo uomo fedele e leale... Mio padre contadino, don Luigi e Lei possedete la forza e la volontà di seminare per il futuro, oltre
Pompa, diventato “Shadow”, l’ombra del direttore Pollari, dai suoi uffici di via Nazionale a Roma procederà poi al dossieraggio di magistrati, giornalisti, politici considerati “nemici” non delle istituzioni, ma del presidente del Consiglio pro tempore. Sarà poi condannato a tre anni in primo grado, per favoreggiamento, al processo per il rapimento di Abu Omar. Il suo capo, Pollari, sarà salvato dal segreto di Stato. Aveva avuto anche un bel regalo da don Verzé: una villa vicino all’Eur venduta dalla Fondazione San Raffaele a prezzo di saldo.
Negli uffici di via Nazionale, i magistrati impiccioni di Milano, che indagavano sul sequestro Abu Omar, trovano un’altra lettera vergata da Pio Pompa. Diretta a don Verzé in persona: “Caro presidente, la direzione dell’importante Organismo (il Sismi, ndr) per noi Raffaeliani consiste nella possibilità di sostenere adeguatamente i progetti di consolidamento economico e sviluppo futuro attraverso interventi che potranno assumere la seguente articolazione”. Seguono sette punti che intrecciano pubblico e privato, Sismi e San Raffaele, ricerca medica e operazioni immobiliari, opere buone e buoni affari. Citando, tra gli altri “amici”, il banchiere Cesare Geronzi e i non meglio specificati “responsabili degli organismi deputati al finanziamento dei progetti di ricerca”.
Quando poi Barbara Berlusconi, nel luglio scorso, porta a casa una laurea triennale in Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, don Verzé la indica, tra lo sconcerto di qualche professore, come futura docente di una prossima facoltà di Economia. Per la gioia di papi Silvio, presente e felice.

1 commento:
BISOGNA ESSERE FORTI DI STOMACO PER ASSIMILARE IL CONTENUTO DI QUESTO ARTICOLO. GUSTOSA E INVERECONDA LA VICENDA DELLE DISFUNZIONI ERETTILI.
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