











Difesa del premier, nuova classifica: De Girolamo promossa bocca di fuoco
di Carlo Tecce
C’è chi ha attraversato foreste infernali, affrontato voraci predatori e sorvegliato studi televisivi pubblici e privati. Notte e giorno. Freschi di parrucchiere o sudati per l’influenza. E c’è chi ha taciuto, forse per vergogna e rigurgito morale.
Signore e signori, in esclusiva per voi, abbiamo compilato la playlist dei “missionari di B.”, i difensori d’ufficio del premier, pronti a negare il principio copernicano pur di aiutare il capo.
Ecco la classifica da urlo, pezzi originali e dischi rotti, un sali e scendi di politici, giornalisti e opinionisti (e di senza categoria). Chiamati a turni logoranti per difendere il Caimano su Ruby la marocchina (finta egiziana) e Nadia Macrì l’escort.
Vince per manifesta superiorità (e novità), Nunzia De Girolamo, avvocato sannita, deputata prescelta al castello di Tor Crescenza. Nominata portavoce femminile dal presidente del Consiglio nelle cene estive: la più matura, spigolosa e incazzata. Memorabile il suo esordio ad Annozero, chiede la parola e zittisce Niccolò Ghedini: “Mi sembra un’aula di tribunale”. La sua frase è un tormentone: “Io è la prima volta che vengo qui”.
IN 24 ORE e con un taglio diverso, ricompare a Otto e mezzo di Lilli Gruber e ingaggia un duello con Debora Serracchiani, le due sembrano picchiarsi con lo sguardo.
L’ultima volta l’hanno segnalato a Unomattina, alle prime luci dell’alba, stanco all’inverosimile e con la barba incolta. Di questo passo dovrà ricevere un’indennità di servizio. Maurizio Lupi ha un’agenda televisiva spaventosa: Porta a Porta (tre volte in dieci giorni), un paio di Mattino Cinque, Ballarò e contenitori vari. E quasi stremato, a Unomattina s’è rialzato per un colpo disperato. Ligio al dovere di (contro)informare: “Massimo D’Alema convoca Berlusconi? Non possiamo utilizzare il Copasir a fini politici”.
Il ministro Gianfranco Rotondi ha sempre il sorriso di chi va in battaglia con la guerra già persa. Oppure è felice di tradire con un po’ di telecamere la malinconia di dirigere il ministero per l’Attuazione del programma. Quando per miracolo c’è ancora un governo. E così Rotondi chiama l’interlocutore con affetto: Rosy per Bindi, Anto’ per Di Pietro, Adolf’ per Urso. A Linea Notte rideva di gusto.
Per le emergenze, telefonare Daniela Santanchè. La sottosegretaria che sforna barili di petrolio quando c’è da spegnere una polemica su Berlusconi. A Matrix era compassata, avversari mosci e conduttore di parte. Un po’ debole, Alessio Vinci,
PER SCAMBIARE adunate di donne, minorenni e prostitute con cene signorili, ragazzine bisognose e pazze scatenate, i “missionari di B.” hanno reclutato i più spregiudicati e scafati. Quelli con faccia sicura e (poco sincera) capaci di giurare: “Non si danno festini nelle ville di Berlusconi” (Lupi, Ballarò).
Eppure chi ha un compito preciso nel governo e un diritto-dovere di replica, sta zitto. Il silenzio di Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunità, non è sintomo di complicità, ma di imbarazzo per il presidente del Consiglio.
I “missionari di B.” hanno perso un valoroso protagonista, Sandro Bondi. Il ministro ha smesso di vergare poesie, ora scrive in prosa: nessun commento televisivo a Ruby, soltanto una lettera aperta a Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini.
Non pervenuto Vittorio Feltri: la sua solidarietà si è fermata al mestiere sul Giornale.
Non sarà facile rintracciare Fabrizio Cicchitto, il capogruppo dei deputati. Esce di rado e dichiara ancora meno. All’Agorà di Andrea Vianello faceva tenerezza: “Il governo è saldo. Pensiamo al presente, non al futuro. Tra dieci anni? Non ci sarò nemmeno io, forse”. E pensare che un anno fa, anzi undici mesi, Cicchitto era il capitano incontrastato dei “missionari di B.”: campagna di odio, terroristi mediatici, guerra civile fredda. Le aveva cantate, a Montecitorio. Bei tempi andati.
Ora la voce forte è di Nunzia De Girolamo: “Nel nostro partito c’è democrazia”.

Nessun commento:
Posta un commento