

Ecco le risposte degli operatori alle quattro domande che abbiamo posto loro:
HRG
1) 3 Italia sta espandendo la rete per quintuplicare la capacità di trasporto del traffico dati e affrontarne la crescita esponenziale. Abbiamo richiesto una ulteriore dotazione di frequenze al Ministero delle Comunicazioni, proprio con l'obiettivo di soddisfare anche il fabbisogno futuro ipotizzabile. Le esigenze dell'utente sono cambiate dal lancio dell'Umts ad oggi e ancora cambieranno: il boom è arrivato con le tempistiche decise dal mercato e non come effetto della nostra pianificazione.
2) Come tutti gli operatori mobili in Europa usiamo il «bandwidth management» per gestire il boom della banda larga mobile in relazione alla strutturale limitatezza di capacità delle reti mobili. La nostra offerta è aderente a quanto promesso. Nella nostra Carta dei Servizi ci siamo riservati di intervenire quando l'utilizzo massivo del servizio da parte di pochi rischia di rendere impossibile la connessione alla totalità dei clienti: in questi casi, limitiamo la velocità del cliente che stava utilizzando gran parte delle capacità per far sì che tutti gli altri possano collegarsi.
3) Abbiamo chiesto il potenziamento della rete e la conversione in fibra ottica dei collegamenti delle antenne radiomobili alle dorsali nazionali.
4) Lavoriamo per dare gli stessi livelli di qualita’ dappertutto. Ma un conto è fare P2P, un conto è fare browsing
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TELECOM ITALIA
1) Grazie ai continui investimenti che effettuiamo ogni anno non ci sono rischi di saturazione di rete, ma la mancanza di una pianificazione adeguata delle frequenze per i prossimi anni potrebbe far peggiorare la situazione.
2) Siamo in grado di garantire ai nostri clienti la qualità nella navigazione anche grazie alla Fair Usage Policy per l’utilizzo della banda larga mobile. Le regole di utilizzo corretto della banda sono sempre state comunicate in maniera trasparente a tutta la clientela. Nessun blocco delle applicazioni Peer to Peer, ma Vodafone si riserva di poter limitare la velocità nei momenti di picco o qualora i clienti superino 10 GB di traffico in un mese.
3) Vodafone ogni anno investe un miliardo di euro in servizi e innovazione sia nelle rete fissa che in quella mobile.
4) La prestazioni ottenibili nelle aree urbane sono tipicamente superiori grazie alla maggiore densità delle stazioni radio base e, quindi, alla minore distanza degli utenti dalle stesse. Non ci sono differenze significative nelle performance durante le varie fasce orarie giornaliere, ma la concentrazione degli utenti puo’ portare ad un momentanea diminuzione delle prestazioni percepite di singoli utenti.
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VODAFONE
1) La nostra rete è già oggi dimensionata in modo da poter sostenere il traffico previsto nei prossimi mesi. Nel frattempo, proseguiamo ad aggiornarla e ampliarla per mantenere sempre un margine di sicurezza fra la capacità disponibile e la richiesta prevista. Il dimensionamento viene effettuato tenendo conto del traffico previsto nelle ore di punta.
2) La banda larga mobile in accesso non è mai dedicata a un singolo cliente, ma è condivisa fra tutti i clienti che si trovano ad utilizzare contemporaneamente il servizio nella stessa cella di copertura. Le frequenze radio sono una risorsa scarsa, che deve essere quindi condivisa. Inoltre in Italia i limiti imposti al livello di campo elettromagnetico sono tra i più stringenti al mondo (6Volt/m contro la raccomandazione UE 1999/519/CE che indica 41,2 Volt/m) e non consentono di sfruttare completamente le potenzialità degli apparati in campo. Il nostro «best-effort» è distorto dal comportamento degli utenti P2P a scapito della maggioranza (meno del 3% dei clienti genera il 60% del traffico dati mobile): cerchiamo di dirottarli sulla rete fissa.
3) Abbiamo avviato la completa modernizzazione della rete di trasporto e backhauling.
4) Rileviamo prestazioni in linea con i principali operatori.
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WIND
1) La rete Tim è in grado di supportare la grande quantità di traffico che i clienti stanno generando con chiavette, smartphone e iPhone vari, ed è in continua evoluzione. Nel 2009 sono stati generati dai clienti Tim circa 30 petabyte di traffico, mentre quest’anno la rete è in grado di supportarne il doppio, 60 petabyte, pari a 60 milioni di gigabyte. Fino ad oggi il traffico ha registrato un raddoppio ogni dodici mesi. Stimiamo che nei prossimi anni il traffico continui a crescere a un tasso annuo almeno del 50%. Attualmente la rete Tim copre l’84% della popolazione con collegamenti a 14,4 megabit Umts high-speed. Per la fine del 2012 saranno introdotti i servizi su Lte, la nuova rete 4G per la quale abbiamo recentemente avviato i test conclusivi a Torino.
2) Al momento Telecom Italia non implementa il traffic management perchè non soffre di saturazione di banda, ma la gestione del traffico è uno strumento necessario.
3) Già quest’anno circa il 25% della Rete Mobile sarà dotata di interconnessione delle antenne in fibra ottica, Ethernet su Adsl o ponti radio di nuova generazione, in grado di trasportare almeno 100 Mb/s.
4) La qualità percepita dal cliente è influenzata da fattori anche fuori del controllo dell’operatore.

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