

FABIO MARTINI
INVIATO A BASTIA UMBRA
Sotto la penombra del “padiglione
Fini - con un completo grigio, accompagnato da una cravatta per una volta priva dei soliti animaletti - saluta, quasi commosso e ripete le stesse parole scandite a Mirabello, ai primi di settembre: «Ho vissuto tanti momenti commoventi, quello di oggi è irripetibile». Fini si limita ad un breve saluto, la gente applaude ad ogni pie’ sospinto, ma soltanto oggi il presidente della Camera calerà le sue carte, finalmente farà il suo tanto atteso discorso. Ponendo fine al tormentone: stacca o non stacca la spina? Certo, la grande attesa che si è creata e la grande emotività della base futurista impongono a Fini un discorso “forte”. E il presidente della Camera, dopo averci rimuginato per una settimana, ha deciso. E infatti gli uomini a lui più vicini gli hanno lanciato gli assist. Italo Bocchino, quando ha scandito che è finita irreversibilmente una stagione durata 17 anni e Adolfo Urso quando ha chiesto un esecutivo forte che non galleggi.
Due assist che spianano la strada al discorso della “Corona”: Fini non staccherà la famosa spina, non dovrebbe aprire formalmente la crisi di governo, ma chiederà a Silvio Berlusconi di farlo lui un passo verso il Quirinale, proponendo al Capo dello Stato un nuovo governo. Con lo stesso presidente del Consiglio, ma che allarghi la maggioranza anche al partito che ha fatto opposizione con maggiore misura, l’Udc di Pier Ferdinando Casini. Anche se gli ultimi dettagli dell’attesissimo discorso saranno messi a punto stamattina dopo la lettura dei giornali.
La prima giornata della Convention di Bastia Umbra, come segnalano gli applausi, ha platealmente dimostrato lo spirito antiberlusconiano della base futurista e ha confermato il rapporto fideistico tra Fini, i suoi notabili e la base. Italo Bocchino ha concluso il suo discorso, rivolgendosi a Fini con queste parole: «Tutti, tranne te, dobbiamo essere messi alla prova del consenso interno». E poi, una raffica di mielosi «siamo con te», che Fini in serata prenderà un po’ in giro: «Voi - dirà ai giovani - non dovrete mai cantare “menomale che Gianfranco c’è”». Anche se il momento più commovente si è consumato quando è salito sul palco il vecchio Mirko Tremaglia: «Fini ha avuto il coraggio di dire cose che il capo supremo», non si sarebbe mai immaginato di dover sentire, perché Berlusconi «pensava di essere imbattibile». E ha chiuso con parole che hanno inondato di commozione la platea: «Mi hai ridato la giovinezza, alla faccia di Berlusconi!».
Il messaggio forte della Convention? La celebrazione di tre eroi borghesi come Giorgio Ambrosoli, Paolo Borsellino e Giovanni Falcone ha suscitato applausi molto forti nella platea, dimostrando, per dirla con Alessandro Campi, una sorta di «rottura antropologica» tra Pdl e Fli e suggerendo lo spazio per un «partito della borghesia» perbene che in Italia non c’è mai stato. In serata, l’incontro tra Fini e i giovani, un botta e risposta nel quale la cosa più rilevante si rivelerà il numero dei ragazzi: più di seicento. In tempi di crisi di vocazioni, un piccolo evento.

2 commenti:
Tremo.. il futuro fatto di passato che troneggia sempre nel presente sa di stantio. L'Italia è una Nazione unica nel suo genere, come nessuna sa cadere dalla padella nella brace, mai avuto un momento di rinvincita, mai la voglia di un riscatto nel voltare pagina realmente.. Via i vecchi e avanti i nuovi... è una chimera!
No, dopo Berlusconi ci saranno i berlusconini che vestiranno i suoi panni e usufruiranno delle leggi ad-personam lasciate dal "re spodestato".. E' questo lo scenario, c'è poco da esultare.. l'unica cosa positiva è che non sentiremo più la voce di B.annessa di faccia 24-ore su 24 in Tv.
Chi sa chi sarà la prossima star-politica televisiva.. ho i brividi!
Io sarei più prudente, aspetterei a vedere come si sviluppa la situazione. Certo è che Fini ha fatto un discorso da destra normale ed è meglio che passa il convento oggi.
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