venerdì 5 novembre 2010

Nella notte va in onda il disastro da Vinci


di Telespettatore

Ingiustamente sottovalutato, “Matrix”, nella notte di Canale 5, rappresenta uno straordinario esempio di trasmissione incasinata. Nel senso che tutti fanno come gli pare, strillano come aquile e (fortunatamente) non si capisce niente. Una sorta di happening anni '60 in cui si da libero sfogo alla confusa spontaneità dei partecipanti. Una volta a guidare “Matrix” c’era Enrico Mentana. Anche adesso un conduttore c'è ma è come se non ci fosse. Alessio Vinci, questo è il suo nome, dopo una non ingloriosa carriera giornalistica asseconda la creatività degli ospiti seguendo i tafferugli con una costante espressione catatonica (come se qualcuno lo cazziasse continuamente all’auricolare). L'altra sera si parlava (per modo di dire) del caso Ruby-Berlusconi. Presenti all'alterco, tra gli altri, un ex prefetto all'oscuro di tutto, un onorevole del bunga bunga, un giornalista predicatore e la Santanchè che è tutto dire. C'era anche Sgarbi immerso nella lettura di un giornale e poi assopitosi. Piatto forte non erano le frequentazioni puttanesche del premier bensì le colpe del “Fatto” per averle svelate. Quel giornale ha fatto lo scoop, viene spiegato, solo perché è vicino alle procure. Questo è il vero scandalo, insorge l'onorevole del bunga. L'ex prefetto non capisce ma si adegua. Pistolotto del predicatore: signora mia dove andremo a finire. Sgarbi ronfa. Seguono urla non identificate. Segue intervista a Emilio Fede rigorosamente senza domande. Cala il sipario. Ormai albeggia. Vinci ha centrato ancora una volta l'obiettivo. Fare dire a Vespa: lui è peggio di me.

Ps. Trattandosi di un varietà non giornalistico eviteremo di protestare per l’assenza di qualsiasi contraddittorio sulle menzogne scagliate contro il Fatto.

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