venerdì 5 novembre 2010

I MISSIONARI DI B.


Fabrizio Rondolino bicamerale Ex dirigente dei giovani comunisti e collaboratore di D’Alema, non ha resistito a 47 secondi di gloria al Tg1: “C’è una caccia all’uomo” (contro Berlusconi, ndr) che coinvolge settori importanti della magistratura e non solo”.

Gianfranco Rotondi l’attuatore Ministro per l’attuazione del programma Schierato per dipingere Ruby come una marocchina emancipata e ribelle, la telefonata in Questura come un gesto di solidarietà, tanto per non farlo annoiare troppo attuando e dargli una ragione d’esistere.

Niccolò Ghedini azzeccagarbugli Mr “ma-va-là”, sull’argomento Ruby e Nadia Macrì ha taciuto. Nella rosa dei “missionari di B.”, Ghedini rappresenta il fuoriclasse, tranne spiacevoli incidenti come “l’utilizzatore finale” ai tempi di Patrizia D’Addario. Spesso inviato del Caimano ad Annozero.

Maurizio Lupi kamikaze Cattolico di Comunione e Liberazione, è riuscito a Ballarò a dichiarare convinto: “Il presidente del Consiglio non ha mai dato festini. Evitiamo per dignità certi discorsi”. Certo, era un po’ nervoso: inquadrato, scuoteva la testa

Daniela Santanché body guard Urlatrice onnipresente, non perde trasmissione per difendere il suo capo. “Mio figlio ha 14 anni e sono contenta che sia etero. Mi sembra evidente che tutte le mamme preferiscano un figlio eterosessuale”, ha dichiarato, per dire, a La Zanzara su Radio 24.

Piero Sansonetti ambidestro Duttile e camaleontico. Da giovane sessantottino, dice nello studio di Alessio Vinci, non può criticare i costumi trasgressivi del presidente del Consiglio. I colleghi sì, però: “La stampa è diventata una ciofeca”.

Difensori d’ufficio in azione nei salotti televisivi pronti a tutto pur di coprire le malefatte del premier

di Carlo Tecce

Avvertenza prima dell’uso: il seguente testo può alterare la realtà e i personaggi citati possono creare disturbo a chi ha un’opinione.

Ora siete pronti per un lugubre viaggio nei campi d’allenamento, salotti televisivi, telegiornali, contenitori, dove si educano i “missionari di B.”.

I difensori d’ufficio di Silvio Berlusconi, pronti a ingurgitare veleno pur di coprire le sue malefatte. Per dipingere Ruby come una marocchina emancipata e ribelle, la telefonata in Questura come un gesto di solidarietà, il Pdl ha schierato il ministero per l’Attuazione del programma (e così ha una ragione d’esistere): il ministro Gianfranco Rotondi, toni democristiani; la sottosegretaria Daniela Santanchè, urlatrice. E poi c’è il deputato Maurizio Lupi, cattolico di Comunione e liberazione, obbligato a girare di chiesa in chiesa a dispetto del parroco per negare l’evidenza. A Ballarò era nervoso, scuoteva la testa appena inquadrato: “Il presidente del Consiglio non ha mai dato festini. Evitiamo per dignità certi discorsi”.

Già, la dignità. Per occupare bene il palinsesto e smistare pendenze arretrate, i “missionari di B.” reclutano forestieri, ex nemici ora amici, ex oppositori ora alleati. C’è sempre un intellettuale, un giornalista o un politico pronto a immolarsi per un fotogramma su Raiuno. Augusto Minzolini ha rinunciato al suo abituale editoriale, giovedì scorso a scandalo fresco l’ha sostituito la Santanchè, anticipata da Emilio Fede: dovevano smentire le feste di Arcore con Ruby, peraltro il Tg1 aveva sotterrato la notizia con un rap di “presunto”. Eppure Fabrizio Rondolino, l’ex dirigente dei giovani comunisti e collaboratore di Massimo D’Alema, non ha resistito a 47 secondi di gloria al Tg1, un’intervista di Mario Prignano (ex Libero) senza domande. Rondolino risponde a se stesso, insomma: “C’è una caccia all’uomo” (contro Berlusconi, ndr) che coinvolge settori importanti della magistratura, Confindustria, grandi giornali, il co-fondatore del Pdl. Come se l’unico problema del nostro Paese fosse Berlusconi”. Consigli ai colleghi: “Se la Procura dice nessun abuso in Questura, perché i giornali continuano a parlarne?”. E per finire, un pizzico di storia: “Siamo il Paese che non fa rivoluzione e riforme, ma fa piazzale Loreto. È successo con Craxi e sta succedendo con Berlusconi. Non è un modo civile di comportarsi”.

Il deputato Giancarlo Lehner (Pdl) riscopre il tema su Libero, forse ispirato da Rondolino: “Non facciamo con Berlusconi come con Craxi”.

Onore a Matrix di Alessio Vinci, certo la puntata era un calmante per gli elettori spaventati e una bella parodia dell’informazione, ma a Canale 5 hanno parlato di Ruby, invece a Porta a Porta discutono di cinema o di religione. Matrix rassicura sin dal titolo: “Bolla mediatica”. E il conduttore fa la sua (originale) sintesi: “Può una telefonata seppur inopportuna bloccare il Paese per sette giorni?”. La platea è gaudente: l’onnipresente Santanchè, Paola Concia del Pd, Achille Serra dell’Udc, Osvaldo Napoli del Pdl, Vittorio Sgarbi. E poi l’ex direttore di Liberazione e oggi di Calabria Ora, Piero Sansonetti che, per i criteri dei “missionari di B.”, figura come ambidestro. Un giocatore duttile e camaleontico: può partire da sinistra e ritrovarsi a destra, o viceversa. Da giovane sessantottino, dice, non può criticare i costumi trasgressivi. I colleghi sì, però: “La stampa è diventata una ciofeca”.

Un sorso tira l’altro e il confronto spesso è teatrale. La politica a Unomattina è una pausa distensiva.

Antonio Di Pietro è in buona forma.

Gianfranco Rotondi recita a soggetto : “Chi di noi s’è rifiutato di alzare il telefono per fare un piacere? Berlusconi ha soltanto aiutato una povera ragazza”. E Di Pietro, ormai in punta di sgabello: “A Gianfrà, ma non te viè da ridere?”. E Rotondi prova a incollare le labbra, ma s’intravede un sorriso.

L’avvocato Niccolò Ghedini, noto per il suo “ma-va-là”, sull’argomento Ruby e Nadia Macrì ha taciuto. Nella rosa dei “missionari di B.”, Ghedini rappresenta il fuoriclasse, tranne spiacevoli incidenti come “l’utilizzatore finale” ai tempi di Patrizia D’Addario. Uno stopper da arruolare per i campi impervi come Annozero.

Maurizio Belpietro per un momento ha scelto la tribuna, colpa di un editoriale scettico su cene e dintorni. Non è un periodo facile per i “missionari di B.”, pochi e forse disorientati devono riempire la televisione dall’alba al tramonto sino a notte fonda. E dunque viva Porta a Porta che si esclude da sé sorvolando sul tema. E viva i contribuiti dei forestieri (Rondolino, Sansonetti...). La selezione è sempre aperta. Basta far finta di credere in quel che si dice.

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