

di Ferruccio Sansa
Dall’emarginazione alla stanza del Principe. Dalle case popolari dei quartieri dove italiani ed immigrati si contendono gli appartamenti, dagli istituti per minori abbandonati alla villa dell’uomo più potente d’Italia. No, non è la versione all’amatriciana di Pretty Woman: qui non c’è di mezzo amore. I soldi, quelli sì. E il lieto fine non è per niente garantito.
A ricostruire pezzo per pezzo la vita delle presunte frequentatrici della villa di Arcore non emerge esattamente il ritratto di star del jet set. Anzi, sono ragazze dalle vite tormentate, dolorose. Persone fragili, che magari hanno sfiorato frequentazioni pericolose, che sono passate vicine al mondo della droga. Giovanissime donne prese a un centimetro dal marciapiede. Al Cavaliere, insomma, piace il rischio. Il gioco di portarsi in casa persone di cui sa poco o nulla. Dal punto di vista giudiziario, ma, per dire, anche da quello sanitario (e non parliamo qui di Ruby o di Nadia). Le frequentatrici non sono state sottoposte a controlli medici.
Insomma, a Berlusconi piacerebbe giocare con le sconosciute. Ma adesso la bomba sembra esplodere. E non soltanto per Silvio. Bisognava esserci ieri a Reggio Emilia. Tutti con i giornali spalancati a leggere di Nadia Macrì, la escort di 26 anni che sostiene di aver avuto rapporti con il Cavaliere e con Brunetta. Ma c’era anche chi fissava le foto di Nadia che lancia uno sguardo ai fotografi. È divertita per l’improvvisa notorietà. Sorride anche all’idea che il destino di tante persone sia appeso a lei che fino a pochi giorni fa tutti liquidavano con poche centinaia di euro. Adesso è diverso: Nadia fa paura.
Sono tanti i conoscenti di Nadia che temono di finire nella rete degli investigatori. Matteo, un amico della cubista, non usa giri di parole: “Conosco Nadia da dieci anni. Lei aveva idee chiarissime: voleva entrare nei giri giusti. Si fece fare un book fotografico, vestita o no, non aveva problemi”. E in una città come Reggio Emilia le voci girano rapide. Ecco farsi avanti personaggi noti. Basta parlare con chi la conosce davvero per stilare un elenco dei suoi frequentatori locali: esponenti politici di centrodestra (lei stessa ha fatto il nome del sindaco di Parma, Pietro Vignali), ma anche del centrosinistra. E poi imprenditori di quelli che poi vedi le réclame sulla Rai. Già, le passioni dei potenti guardano a quegli occhi scuri e lucidi e non fanno troppi ragionamenti. Nessuno avrebbe immaginato che quella ragazzina sarebbe finita sulle prime pagine. Nadia con quei sogni più grandi di lei e quell’italiano mezzo napoletano, Nadia che vive in una zona difficile e ha avuto problemi per percosse al figlio (lei assicura che è tutto risolto).
“È vero la conosco, ma chi non la conosce”, racconta un esponente del centrosinistra indicato tra i suoi ammiratori. Quello che l’avrebbe introdotta nell’alta società. Ma subito aggiunge: “L’avrò al massimo salutata per strada”. E giura: “I suoi veri frequentatori sono nel centrodestra, se vuole le faccio qualche nome”.
E la catena si allunga: verità, voci e vendette si mischiano. Succede a Reggio Emilia come in Liguria, dove Ruby Rubacuori è stata per mesi una delle glorie delle notti della Genova bene. Ragazzi, magari giovani professionisti che oggi si ritrovano con le braghe mezze abbassate nei video di Internet. E poi c’è il materiale raccolto dagli investigatori: i computer e i contatti, ma soprattutto le foto.
Chi avrebbe detto che quelle belle ragazze, ai limiti dell’emarginazione sarebbero interessate a qualcuno. Già, con loro si pensava di non rischiare.
Nadia lancia solo frasi smozzicate: “Mi sento in un ciclone. Sono giorni complicati”, e le scappa un sorriso. Ieri un giallo: aveva convocato una conferenza stampa per raccontare la sua verità, ma è stata cancellata: “L'autorità giudiziaria ha vietato di divulgare i fatti e le circostanze oggetto dell'indagine”, spiegano gli avvocati Domenico Noris Bucchi ed Enrico Della Capanna.
Leonardo Macrì, il padre, vive in periferia in un palazzone lontano anni luce da Arcore. “Nadia è sempre stata una pazzerella”, dice, ma con affetto. Aggiunge: “Sono triste, mi dispiace vedere Nadia in televisione così”. Poi alza lo sguardo verso il condominio grigio, come se sapesse che, quando si comincia qui, alla fine si ritorna.

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