

di Roberta Zunini
Oggi, 5 novembre 2010 sarebbe dovuto essere un giorno dirimente per don Luigi Maria Verzé e il governatore pugliese, Nichi Vendola, amici di vecchia data e figure chiave della fondazione San Raffaele del Mediterraneo di Taranto. Sarebbe, perchè la prima pietra del super polo oncologico e biomedico per ora non verrà posta. La data è slittata. Eppure Don Luigi Maria Verzé, a cui dovrebbe andare la gestione dell'ospedale pubblico-privato, teneva molto a questa data. E ci teneva molto anche il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.
Per l'ex reverendo, oggi infatti ricorre il centenario della nascita di Giuseppe Motolese, il monsignor pugliese che ha svolto un ruolo fondamentale nella sua vita.
Per il Governatore si sarebbe trattato del giorno della fondazione del più avanzato polo ospedaliero di tutto il Sud. Un progetto finanziato in buona parte dalla Regione Puglia: 120 milioni di euro su 210. Una Regione che, avendo sforato il patto di stabilità, ha previsto di chiudere 18 ospedali pubblici. Tra questi anche i due nosocomi di Taranto. Ma qui dovrebbero essere sostituiti per l'appunto dal polo d'eccellenza. Peccato che la fondazione che dovrebbe presiederlo, costituita il 28 maggio scorso a Taranto tra
Da quando nel maggio scorso venne costituita la fondazione, giornali locali, blog e siti di informazione hanno iniziato a domandarsi perchè Vendola avesse deciso di affidare al chiacchierato Don Verzé, amico ed estimatore da sempre di Berlusconi, un progetto così costoso.
Il Governatore non ha esitato a rispondere che il San Raffaele di Milano è uno dei migliori centri di cura e dunque perchè mai avrebbe dovuto rivolgersi ad altri.
Resta il fatto che con la chiusura dei due ospedali pubblici ci sarà la soppressione di 76 posti letto. È anche vero che il taglio non è di per sé indice di malagestione.
Vero anche che il nuovo ospedale ne prevede 572, che dovrebbero essere disponibili anche per chi arriva da altre città. Posti in meno e malati in più: un'equazione che non convince.
A sedare l'inquietudine di chi si chiede perchè non sia stata bandita una gara d'appalto pubblica non sono bastate nemmeno le risposte di Vendola. E molte altre domande forse non potranno nemmeno ottenere una risposta plausibile, perché siamo nella zona dell'opportunità. Un esempio: perché il vicepresidente della fondazione deve essere proprio un signore di nome Renato Botti che fa parte della MolMed spa specializzata in biomedicine, di cui la famiglia Berlusconi è azionista di peso?

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