giovedì 27 gennaio 2011

Attacchi a Boccassini, replicano i pm "La denigrazione si qualifica da sola"



"Le denigrazione dei magistrati si qualifica da sola. E gli attacchi ai magistrati sono un problema per chi i fa". Lo afferma in un comunicato il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati. Il riferimento è all'articolo pubblicato oggi dal quotidiano Il Giornale, che in prima pagina, sotto al titolo "Amori privati della Boccassini", scrive che "la pm finì sotto processo al Csm perché sorpresa in atteggiamenti sconvenienti con un giornalista di sinistra. Si difese invocando la privacy".

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"Ogni attività della magistratura, e dunque anche quella della Procura della Repubblica di Milano, in un ordinamento democratico è soggetta alla valutazione e alla critica della libera stampa; le campagne di denigrazione e l'attacco personale ai magistrati si qualificano da soli e in un sistema di civile convivenza devono essere un problema per chi ne è autore e non per chi ne è vittima", continua Bruti LIberati, che ricorda come tutti gli atti dell'inchiesta svolta da due procuratori aggiunti, Boccassini e Forno, e dal sostituto Sangermano siano stati vistati da lui. Ed esprime "pieno sostegno e apprezzamento nei confronti dei colleghi coassegnatari del procedimento i quali, senza esenzione alcuna dai turni e dall'attività ordinaria, hanno compiuto e stanno compiendo con tempestività e rigore professionale attività d'indagine ai sensi dell'articoli 326 e 358 cp".

Infine, considerando "la delicatezza della vicenda", "il procuratore segue costantemente e compiutamente tutta l'attività d'indagine, di cui ha assunto personalmente il coordinamento e conseguentemente piena responsabilità. Le richieste e le note di trasmissione degli atti, dirette alla Camera dei Deputati - conclude il capo della Procura di Milano - sono state firmate dal procuratore della Repubblica. I due inviti a comparire, firmati dai magistrati coassegnatari, sono stati vistati dal procuratore, pur non essendo richiesto il visto per tali tipo di atti".

(27 gennaio 2011)

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