giovedì 27 gennaio 2011

Bersani alla destra: "Situazione insostenibile" Bossi: "Sto con Berlusconi nonostante i pasticci"


"Le carte che arrivano ancora in Parlamento certificano di una situazione ormai insostenibile; una situazione che ammutolisce la voce dell'Italia nel mondo e che lascia completamente senza presidio i problemi che si accumulano nella vita degli italiani". Lo afferma in una nota Pier Luigi Bersani segretario del Partito Democratico aggiungendo che "chi, anche nel centro destra, ha a cuore gli interessi fondamentali della nostra casa comune, deve finalmente indurre Berlusconi a fare un passo indietro e a liberare il Paese da un disagio non più sopportabile".

Umberto Bossi, però, scaccia le tentazioni e rinsalda il legame con il Cavaliere. "Sono tutto tranne che un imbroglione, non mollo Berlusconi dopo che sarà approvato il federalismo". Il Senatur, ammette che il caso Ruby è "un pasticcio che complica le cose", ma non entra nel nuovi attacchi a Fini sulla casa di Montecarlo: "La mia è a Gemonio" ironizza. Per poi dirsi ottimista sul federalismo: "'Alla fine diranno tutti si'".

Già questa mattina potrebbe arrivare intanto il primo voto della Giunta sulle autorizzazioni a procedere della Camera sulla domanda di autorizzazione alle perquisizioni domiciliari nei confronti di Silvio Berlusconi trasmessa dalla procura di Milano. Gli ultimi sviluppi fanno pensare però a un ritardo nei tempi.

Il Pdl ha chiarito infatti che intende chiedere alla Camera di sollevare il conflitto di attribuzione. Intervenendo durante i lavori,
Maurizio Paniz ha esposto la tesi che competente sull'inchiesta non può essere il tribunale di Milano bensì il Tribunale dei ministri, dal momento che Silvio Berlusconi avrebbe agito per motivi istituzionali quando si è mosso per Ruby fermata dalla questura di Milano, pensando che fosse la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak. Quindi, alla luce di questa richiesta, non si dovrebbe più votare per autorizzare o meno la perquisizione e i tempi dell'inchiesta si allungherebbero.

Alla luce della posizione espressa dal Pdl, il Pd ha chiesto di far slittare il voto. "Chiediamo un rinvio per valutare le nuove conclusioni, dal momento che tutto il dibattito è stato incentrato finora sulla relazione di Antonio Leone, che oggi sembra essere stata disattesa dall'intervento di Paniz", ha detto
Marilena Samperi, intervenendo in Giunta.

Nel corso dei lavori di questa mattina ha preso la parola tra gli altri la parlamentare del Pd
Donatella Ferranti, chiamando in causa il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. "Qualche giustificazione dovrebbe darla", ha sottolineato la deputata democratica, in quanto dalle carte trasmesse dalla procura di Milano a Montecitorio emergono "elementi gravi" dai quali si evince "un'abitudine a fare pressioni sui funzionari di Stato". Quanto accaduto con la telefonata di Berlusconi per Ruby in questura, ha precisato la Ferranti, "non è stato un fatto occasionale perché a distanza di sei mesi circa, il 6 dicembre del 2010 è arrivata da Palazzo Grazioli una chiamata a Marysthell Garcia Polanco per fornirgli il numero del prefetto di Milano Lombardi. Quando la ragazza lo chiama spiega che il numero gliel'ha dato il presidente del Consiglio".

(27 gennaio 2011)

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