

Il Pdl propone di respingere la richiesta di autorizzazione alle perquisizioni domiciliari nei confronti di Silvio Berlusconi, trasmessa dalla Procura di Milano alla Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio nell'ambito dell'inchiesta sul caso Ruby.
«C'è fumus persecutionis» nei confronti del premier, ha spiegato il relatore del dossier in Giunta Antonio Leone (Pdl). Non la pensano così invece tutti i gruppi dell'opposizione: Pd, Idv e Terzo polo.
I pm di Milano che indagano sul caso Ruby hanno concluso intanto l’esame degli esiti delle indagini difensive depositate ieri al procuratore della Repubblica, Edmondo Bruti Liberati. A quanto si è appreso, gli inquirenti hanno già passato in rassegna le oltre venti testimonianze raccolte dai difensori del premier, indagato per concussione e prostituzione minorile, che descriverebbero le feste ad Arcore come normali incontri conviviali e semplici cene con il sottofondo delle musiche di Apicella. Insomma, niente sala del bunga-bunga con spettacoli e travestimenti "piccanti".
Tra la documentazione depositata ai magistrati ci dovrebbero essere anche le dichiarazioni messe per iscritto da Ruby stessa e con le quali la giovane marocchina avrebbe ribadito di non aver mai avuto rapporti col premier nè di essere stata pagata, né di aver mentito sulla sua età. Inoltre, con l’audizione di ieri di Nadia Macrì, la escort che ha raccontato di feste piccanti a Villa San Martino,
Intanto emerge che gli accertamenti degli investigatori milanesi che indagano sul caso Ruby hanno riguardato i tabulati dei telefoni delle ragazze ospiti nella villa di Arcore, grazie ai quali si è potuto seguire i loro spostamenti in base alle celle telefoniche agganciate. Secondo quanto apprende l’Ansa, dunque, l’inchiesta della procura di Milano, per quanto riguarda le telefonate, ha passato in rassegna i cellulari e i tabulati delle singole persone e non la cella telefonica di Arcore.
Nella memoria depositata ieri alla giunta per le autorizzazioni a procedere della camera dalla difesa di Silvio Berlusconi - indagato per concussione e prostituzione minorile - si sostiene che villa San Martino come palazzo Grazioli, Villa Belvedere, Villa Certosa e gli uffici di Segrate dell’uomo di fiducia del premier, Giuseppe Spinelli, siano luoghi di pertinenza della segreteria politica dell’on. Silvio Berlusconi. E questo, per molti avvocati-deputati del Pdl, potrebbe significare che per fare le indagini sui telefoni si sarebbe dovuto chiedere l’autorizzazione perchè sarebbe stata analizzata la cella di Arcore.

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