

Un blitz in tv del presidente del Consiglio, l’ennesimo, questa volta durante una puntata dell’Infedele di Gad Lerner, e l’opposizione va all’attacco. «Non so quale arbitro potrebbe sanzionare Berlusconi per la gravissima aggressione verbale. So per certo che i suoi blitz televisivi sono l’espressione violenta della sua inadeguatezza, politica e morale », dice Rosi Bindi, presidente del Partito Democratico.
L’intervento del Cavaliere ha lasciato il segno. Quasi in chiusura di trasmissione il capo del governo ha preso la linea e dopo un pacato «sono stato invitato a sintonizzarmi su di voi» ha iniziato una lunga serie di improperi nei confronti della trasmissione - definita «un postribolo televisivo» - e del suo conduttore.
«Ho visto una conduzione spregevole, turpe, ripugnante», ha attaccato Berlusconi scandendo che ciò che è stato raccontato sul caso Ruby e, soprattutto sul ruolo di Nicole Minetti, si basa «su tesi false, lontane dalla realtà, lontane dal vero» che rappresentano il «contrario della realtà». A poco sono serviti gli interventi di Lerner che dapprima ha registrato le «offese a senso unico» di Berlusconi che però, non ascoltando nemmeno il giornalista ha proseguito: «state dicendo cose distorte dalla realtà e io so quel che dico - ha aggiunto rivolgendosi a Lerner - mentre lei no».
Il presidente del Consiglio si è poi concentrato in una difesa della Minetti definendola «una persona intelligente, preparata, seria. Laureata con il massimo dei voti e di madrelingua inglese» facendo infuriare Lerner quando ha sottolineato che
Poi il premier ha invitato Iva Zanicchi, ospite in studio, a lasciare la trasmissione. Invito respinto. «A parte che io sono una donna libera e faccio sempre quello che mi pare. Ma non che abbia voluto disubbidire al presidente. Al contrario ho creduto fosse meglio rimanere lì a ribattere. C’ero solo io a difenderlo contro cinquanta persone che lo attaccavano», ha spiegato l’europarlamentare Pdl.
Il premier, che è tornato a Roma, resta nella bufera, e per questa sera ha riunito i vertici della maggioranza per un punto della situazione con i coordinatori nazionali, i capigruppo in Parlamento e gli esperti in materia di giustizia. Non è esclusa la presenza a Palazzo Grazioli, fra gli altri, anche del Guardasigilli, Angelino Alfano.

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