martedì 25 gennaio 2011

Ruby, scontro alla giunta per le autorizzazioni Pdl: "No perquisizioni". Pd: "Fatti gravissimi"


E' iniziata, tra le polemiche, la riunione della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera sulla richiesta del tribunale di Milano di perquisire gli uffici del tesoriere di Silvio Berlusconi. Il relatore di maggioranza Antonio Leone ha illustrato la sua relazione proponendo di negare la stessa in quanto vi sarebbe evidenza di "fumus persecutionis" nei confronti del premier. "Contro il premier i pm hanno un intento ritorsiono se non persecutorio".

Non la pensano così invece tutti i gruppi dell'opposizione: Pd, Idv e Terzo polo. "Non c'è persecuzione" dicono
Palomba (Idv), Samperi (Pd), Mantini (Udc) e Lo Presti (Fli). "La relazione di Leone - accusano i democratici - è tutta improntata su questioni procedurali, cavilli e tatticismi che, tra l'altro, sono disattesi sia dalle norme che dalle pronunce della corte costituzionale. Nessun accenno ai gravissimi fatti che hanno dato origine a questa vicenda giudiziaria e che hanno turbato l'opinione pubblica e la coscienza di tutti noi". Domani si avvierà il dibattito, mentre il voto arriverà entro giovedì.

Gli avvocati del premier, intanto, hanno integrato la documentazione con 29 verbali degli interrogatori condotti nel corso delle indagini difensive. "Sono arrivati stamattina- spiega il presidente della giunta, Pierluigi Castagnetti del Pd - ora discuteremo anche di questo e valuteremo se possono essere consultabili".

La reazione del Pd, però, è dura. "La giunta per le autorizzazioni della Camera è chiamata a verificare l'esistenza o meno del fumus persecutionis non certo ad entrare nel merito di una indagine in corso. Il tentativo degli avvocati del premier di parlamentarizzare il caso Ruby è pertanto inaccettabile. La sede competente è la procura di Milano ed è lì che il premier dovrebbe dedicarsi, anche personalmente, ad esporre gli elementi a sua difesa" afferma il capogruppo Pd in commissione giustizia alla Camera, Donatella Ferranti.

IL DOSSIER


Nel frattempo i pm di Milano hanno già concluso l'esame degli esiti delle indagini difensive. A quanto si è appreso, gli inquirenti hanno già passato in rassegna le oltre venti testimonianze raccolte dai difensori del premier. Tra la documentazione depositata ai magistrati ci dovrebbero essere anche le dichiarazioni messe per iscritto da Ruby stessa e con le quali la giovane marocchina avrebbe ribadito di non aver mai avuto rapporti col premier nè di essere stata pagata, nè di aver mentito sulla sua età. La Procura di Milano, salvo contrordini, dovrebbe aver chiuso l'attività istruttoria e inviare presto al gip la richiesta di giudizio immediato per il presidente del Consiglio. Al momento non sarebbe arrivata, da parte dei legali del capo del Governo, alcuna istanza formale di trasferimento del procedimento al tribunale dei ministri per incompetenza funzionale e territoriale.

Sul fronte dell'inchiesta giudiziaria, infine, dalla Procura di Milano trapela che gli accertamenti degli investigatori milanesi non hanno riguardato la cella telefonica di Arcore. Precisazione non da poco perché nella memoria difensiva si sostiene che villa San Martino come palazzo Grazioli, Villa Belvedere, Villa Certosa e gli uffici di Segrate dell'uomo di fiducia del premier, Giuseppe Spinelli, siano luoghi di pertinenza della segreteria politica del premier. E questo, per molti avvocati-deputati del Pdl, potrebbe significare che per fare le indagini sui telefoni si sarebbe dovuto chiedere l'autorizzazione perchè sarebbe stata analizzata la cella di Arcore.

(25 gennaio 2011)

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