mercoledì 2 febbraio 2011

Così rivince lui


di Paolo Flores d’Arcais

Anche un orologio fermo può segnare l’ora esatta (accade due volte al giorno). Anche a D’Alema, perciò, può accadere di dire una cosa sensata. Non necessariamente di sinistra, sia chiaro, ma sensata. In questo caso, sensata perché ineccepibile sotto il profilo matematico, che quando si parla di elezioni è un profilo cruciale. Si andrà a votare con l’attuale sistema, definito dai suoi stessi inventori “la Porcata” visto che assicura il 55% dei seggi alla coalizione che arriva prima anche con un davvero minoritario 35%. I sondaggi accreditano al momento la coalizione anticostituzionale (Berlusconi più Lega) di una cifra appena superiore, intorno al 40%.

Eppure il regime minoritario del bunga-bunga e del latrocinio vincerà le prossime elezioni, e instaurerà il suo fascismo post-moderno, se le varie forze antiberlusconiane si presenteranno divise. Basta ricordare le tabelline per capirlo. Ma questa prospettiva non sembra allarmare i capi dei vari partiti di presunta opposizione, e neppure – ahimè – una parte considerevole della società civile democratica, che pure l’opposizione l’ha sempre fatta sul serio. L’alleanza generale per liberare il paese dalle cricche berlusconiane (avanzata da D’Alema) viene infatti rifiutata sdegnosamente come “ammucchiata”, “pateracchio”, inammissibile contaminazione tra posizioni progressiste e reazionarie, filo-padronali e filo-operaie, di rinnovamento radicale e gattopardesche. Come dice Giuliano Ferrara, a cui si ispirano senza saperlo, sarebbe “l’alleanza del TTB” (Tutti Tranne Berlusconi).

È vero che alla proposta di D’Alema manca un elemento chiave. Berlusconi vincerà egualmente se potrà presentarsi come l’antipolitica contro i politici di mestiere. Per questo sono essenziali e decisive, nel TTB, liste di società civile, interamente composte di cittadini senza partito, e un candidato premier che venga da lì (come Prodi). Senza questi apporti, il disprezzo di cui godono i partiti è tale (nei sondaggi quasi il 50% dice che non voterà, o deciderà all’ultimo istante, tappandosi il naso) che si rischierebbe di finire nel baratro di Berlusconi presidente della Repubblica, e di un Parlamento di lenoni riunito ad Arcore.

Presenza massiccia e autonoma della società civile, dunque, ma dentro un’alleanza generale contro il regime: questa è l’unica proposta ragionevole, le altre fanno a pugni con la matematica. Perché, Vendola, Di Pietro, amici delle “5 stelle”, non è più tempo di inzuccherarsi l’anima, ma di fermare un fascismo: accattivante di lusso e festini, è pur sempre fascismo.

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