

Quella del federalismo è "la più grande e storica riforma strutturale mai avviata nel Paese": Sono le parole del Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, secondo il quale si tratta anche della "più grande avventura politica mai intrapresa". Il ministro per
IL CONTENUTO DELLA RIFORMA/SCHEDA
Calderoli ha negato inoltre che il 'pareggio' raggiunto ieri dalla Commissione Bicamerale sul federalismo municipale possa bloccare l'iter della normativa, e ha contestato la composizione della commissione stessa, definendola "uno sfregio" (sfregio era il termine usato dall'Idv, che accusa il governo di aver ignorato le posizioni del Parlamento): "Si è detto che un pareggio in bicamerale equivale a una bocciatura, mentre invece è un parere non espresso al testo del relatore. Ci si è dimenticati che il coinvolgimento del parlamento è stato totale: si sono espresse a favore 6 commissioni". Un'interpretazione condivisa dal leader della Lega Umberto Bossi, che ha assicurato, rispondendo alla Camera ad alcuni giornalisti, che il federalismo "Ora è fatto". Alla domanda se a questo punto le elezioni anticipate siano scongiurate, il leader della Lega ha risposto: "Direi proprio di sì".
Calderoli ha difeso le scelte del governo, sottolineando come in fondo siano state in gran parte condivise anche dall'opposizione: "Alla fine di tutto la differenza che poteva dividere maggioranza e opposizione è la tassazione o meno della prima casa". "Questa maggioranza - ha proseguito Calderoli - ha deciso che la prima casa non è una cosa che deve essere oggetto di una tassazione. E' proprio una scelta culturale. Noi abbiamo deciso che deve essere garantita costituzionalmente come soggetto non soggetto a imposta".
Sempre in riferimento ai contenuti, Tremonti ha assicurato che la riforma "ridurrà la spesa e non aumenterà le tasse": "I bilanci privati o pubblici sono fatti di due colonne: le entrate e le uscite. Per tanti anni - ha detto - i bilanci sono stati scritti dal lato delle uscite e le entrate venivano fatte da ripiani dello stato a piè di lista, non controllati dai cittadini, pagati dai cittadini ma non controllati da loro". Adesso con la riforma, ha sottolineato il ministro, "si parte dalla colonna delle entrate con cui si controllano le uscite". In sostanza, "quello che ricevono i cittadini dipende da come spendono i governi. Adesso partiamo dal senso giusto della storia: prima le entrate e poi le uscite. Le entrate sono controllate sulle uscite. Raddrizzare l'albero - ha proseguito Tremonti - vuol dire tornare a quello che c'è in tutte le famiglie: prima le entrate e poi le uscite".
(04 febbraio 2011)

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