
Il tema dell'immunità parlamentare scuote maggioranza e opposizione, agitando soprattutto le acque del Pd. Se il Pdl infatti preme perché si modifichi l'articolo 68 della Costituzione, il Partito democratico, dopo le iniziali aperture, chiude invece all'ipotesi di una intesa bipartisan sulla questione. La posizione del Pd su un eventuale ripristino dell'immunità parlamentare è «assolutamente contraria» ha detto senza mezzi termini Pier Luigi Bersani. «Noi siamo per ribaltare l'agenda - ha chiarito - e per dire che è ora di mettere all'ordine del giorno, non l'immunità parlamentare, ma regole, onestà, sobrietà». «La posizione del Pd è contraria senza alcuna ambiguità» ha aggiunto il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini. E lo stesso Silvio Sircana, che nei giorni scorsi aveva fatto intendere di essere favorevole alla reintroduzione in tempi brevi dell'immunità per «evitare altre forzature in materia di giustizia», ha spiegato di essere disposto a seguire la linea del partito. «Se il partito decide diversamente non ne faccio una malattia, io sono un parlamentare disciplinato» ha detto. Chi non retrocede è invece la senatrice democratica Franca Chiaromonte. «Non ritirerò il disegno di legge che chiede il ripristino dell'immunità parlamentare» ha chiarito, sottolineando che «si tratta di un'iniziativa personale e trasversale. Poi se e quando dovesse andare in aula vedremo».
«SINISTRA CONTRADDITTORIA» - Chiaromonte ha tenuto a ricordare che il disegno di legge depositato alla fine del 2009 e firmato anche da senatori del Pdl, «non è assolutamente imputabile di servilismo alle vicende attuali». Il testo, ha insistito, «nasce da una convinzione che porto avanti da anni e che si basa sulla preoccupazione che ebbero i padri costituenti quando scrissero l'articolo 68». Parole che spingono il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto ad accusare il Pd di essere contraddittorio. «L'immunità - ha spiegato Cicchitto - era nella Costituzione e serviva a bilanciare il rapporto complesso tra le garanzie di una magistratura indipendente e le garanzie dei parlamentari. Si tratta di ripristinarla. La sinistra ufficiale si dice contraria, anche rispetto alla posizione di esponenti come la senatrice Chiaromente e Sircana. Si apre dunque una contraddizione tra chi è forzatamente giustizialista e chi invece è garantista».
Redazione online
21 febbraio 2011

1 commento:
PER CHE NESSUNO RICORDI NEL PD CHE L'ART. 68 FU INTRODOTTO PER PROTEGGERE I PARLAMENTARE DALLA MAGISTRATURA DI REGIME, PROVENIENTE DAL DISSOLTO REGIME FASCISTA. PARE.ADESSO SI PRESENTA UNA GIORNALISTA NAPOLETANA NATA NEL 1957, FACENTE PARTE DELLA COMMISSIONE IGIENE E SANITA', AIZZATA DAL SENATORE PIDIELLINO LUIGI COMPAGNA, CHE HA CONTROFIRMATO IL DDL DI REVISIONE COSTITUZIONALE E CHE HA AL SUO ATTIVO UNA MODIFICA A UN DECRETO-LEGGE, SURRETTIZIAMENTE INTRODOTTA, PER CONSENTIRE AL GIUDICE CORRADO (IL FAMOSO GIUDICE AMMAZZA-SENTENZE NEI PROCESSI ALLA MAFIA DI CARNEVALE DI GIOVANNI FALCONE - NEGLI ANNI '80 SI SCHIERO' NETTAMENTE CONTRO IL POOL ANTIMAFIA) DI CONCORRERE AL POSTO DI PRIMO PRESIDENTE DELLA CASSAZIONE, ALLA VENERANDA ETA' 78 ANNI (I MAGISTRATI NON POSSONO PRESTARE SERVIZIO OLTRE IL 75° ANNO DI ETA' E AI LIVELLI SUPERIORI). INSOMMA, UN OTTIMO COMPAGNO DI STRADA!
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