

E' stata una giornata di apparente calma quella trascorsa oggi in Libia. Fatta eccezione per gli spari contro i dimostranti a Sabratha, vicino al confine con
Il Consiglio di sicurezza dell'Onu annuncia una risoluzione sulla Libia e il varo delle sanzioni. Tra queste, ci sarebbe anche il deferimento al tribunale dell'Aja della dirigenza Gheddafi per i delitti contro il popolo libico.
La situazione starebbe però continuando a sfuggire lentamente di mano al regime. "Ho notizie di qualche minuto or sono e pare che in Libia Gheddafi non controlli più la situazione", ha annunciato in mattinata Silvio Berlusconi intervenendo al congresso del Pri. Nel pomeriggio il premier ha avuto poi uno scambio di opinioni al telefono con il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon. I due hanno condiviso la necessità di porre termine alle violenze sui civili e alle violazioni del diritto umanitario e internazionale, mentre Berlusconi ha sottolineato il ruolo centrale delle Nazioni Unite nel promuovere una reazione efficace della comunità internazionale.
In serata, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha categoricamente affermato che il leader libico, Muammar Gheddafi, "se ne deve andare ora", perchè ha perso la legittimità a governare. "Il Presidente ha fatto presente", si legge nella nota della Casa Bianca, "che quando l'unico strumento che un leader utilizza per rimanere al potere è l'utilizzo della violenza di massa contro il suo popolo, egli ha perso la legittimità a governare e deve fare quel che è giusto per la nazione facendosi da parte"
A rendere ancora più evidente il vuoto di potere che si sta delineando a Tripoli anche le parole di Ignazio
La mancanza di un'autorità in grado si assicurare la sicurezza nel paese ha costretto anche l'Aeronautica italiana a rinunciare alla spedizione di un C-130 per riportare in patria i connazionali bloccati ad Amal, nel sud dello stato africano. L'aereo militare era decollato in mattinata da Pisa, ma ha dovuto fare ritorno in Italia per la mancata autorizzazione all'atterraggio. Ora i connazionali, che sono rimasti senza viveri, si stanno dirigendo in parte via terra verso il porto di Al Byraukah, dove verranno prelevati dalla nave della Marina militare Mimbelli, e in parte verso un'altra località a circa 50 chilometri da Amal, dove dovrebbero essere presi a bordo da aerei di altri Paesi.
Sono riusciti invece a mettersi in salvo i dipendenti della ditta italiana Bonatti che nel pomeriggio hanno varcato il confine con
Seif al-Islam Gheddafi, uno dei figli del colonnello, è intervenuto nuovamente oggi con una conferenza stampa all'hotel Rixos al Nasr a Tripoli per smentire alla stampa estera i bombardamenti dei giorni scorsi sui civili in diverse città del paese e gli eccidi commessi dai mercenari assoldati dal regime. In un'intervista ad Al Arabiya, il secondogenito del raìs ha poi affermato che la rivolta apre ogni opzione, compresa le guerra civile anche se, ha valutato, la parte orientale del paese non potrà separarsi dal resto della Libia. Il delfino del dittatore ha offerto inoltre un possibile negoziato di pace ai ribelli, ma il cerchio intorno alla sua famiglia sembra stringersi anche a livello internazionale. Sia gli Stati Uniti che

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