

Mentre gli occhi del mondo sono puntati sulla Libia, anche oggi nuove tensioni sono segnalate in altri due dei punti caldi dove la rivolta nel Nord Africa è partita: scontri in Egitto (ma con successive scuse dell'esercito verso i dimostranti) e soprattutto una battaglia nelle strade di Tunisi con tre morti.
Tunisia. A Tunisi i dimostranti hanno ingaggiato una battaglia di quattro ore con la polizia che si è conclusa con un bilancio di tre morti e un centinaio di arresti. In strada oppositori, soprattutto giovani, del premier Mohamed Ghannouchi armati di sacchetti e borse piene di sassi e di biglie di ferro. I poliziotti hanno usato gas lacrimogeni per disperdere la folla. Gli scontri sono durati più di quattro ore alla fine dei quali la polizia ha eseguito un centinaio di arresti. I disordini hanno riguardato anche la zona in cui si trova l'ambasciata italiana davanti alla quale vi è un presidio di militari dell'esercito.
Egitto. Con un'imprevista inversione di tendenza rispetto ai giorni precedenti, quando si limitava a proteggere i manifestanti o al massimo a convincerli a parole ad allontanarsi, al Cairo la polizia militare ha sparato proiettili veri in aria e picchiato con manganelli e bastoni elettrici persone che erano rimaste fino a tardi in piazza Tahrir per chiedere le dimissioni del primo ministro Shafiq. Testimoni dicono che sono intervenuti anche reparti militari. Sette persone - secondo uno dei siti usati per le convocazioni delle proteste - sono state arrestate e numerose ferite. Ma poche ore dopo i militari, al potere dopo la cacciata di Mubarak, hanno chiesto scusa pubblicamente per l'accaduto. Ma gli attivisti, che hanno denunciato percosse e arresti, stanno organizzando una nuova manifestazione.
(26 febbraio 2011)

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