

Michele Santoro, Barbara Spinelli e Marco Travaglio invitano a far confluire la manifestazione convocata per il 13 febbraio davanti al palazzo di Giustizia di Milano in quella per la dignità delle donne. E soprattutto annunciano una mobilitazione in vista delle elezioni, convinti che "è ora che in Italia sorga e si organizzi un movimento di Legittima Difesa dei princìpi che sono alla base della nostra Costituzione: un movimento che reagisca con tutte le forze disponibili a ogni tentativo di mutilare ulteriormente i poteri di controllo, a cominciare dalla magistratura e dall'informazione".
Il maestro Maurizio Pollini si aggiunge intanto all'elenco di quanti aderiscono alla manifestazione Dimettiti. Per un'Italia libera e giusta, organizzata per il 5 febbraio al Palasharp di Milano da Libertà e Giustizia. Sul palco, per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio e testimoniare il sostegno alla magistratura, Paul Ginsborg, Umberto Eco, Gustavo Zagrebelsky e Roberto Saviano. Dalle 15 alle 18, il presidente emerito della Corte costituzionale e gli scrittori spiegheranno i motivi della mobilitazione promossa da LeG, nata dalla petizione che ha già superato le 100 mila firme.
L'appello dei tre giornalisti. "Il presidente del Consiglio - scrivono Santoro, Spinelli e Travaglio in una lettera aperta - è stato costretto a cancellare la manifestazione annunciata per il 13 febbraio contro i magistrati di Milano. Una vasta opinione pubblica, che ha nella rete il suo punto di forza, gli ha fatto intendere con determinazione che non gli sarà più consentito di aggredire le istituzioni della nostra Repubblica nata dalla Resistenza. Noi non chiediamo altro se non che tutti, dai magistrati ai giornalisti, possano svolgere il proprio lavoro senza subire ingerenze da parte del governo".
"Vogliamo vivere in un Paese civile - continuano - dove sia bandita qualunque impunità per i potenti e la giustizia sia eguale per tutti. Vogliamo una classe dirigente rinnovata, per rompere il blocco - aggiungono - che impedisce ai giovani di prendere in mano le redini della Politica, di accedere alla ricerca e all'università, di avere il lavoro e il futuro che meritano in una società fondata sulle capacità e le pari opportunità".
Quindi Santoro, Spinelli e Travaglio lanciano il loro appello: "E' ora che in Italia sorga e si organizzi un movimento di Legittima Difesa dei princìpi che sono alla base della nostra Costituzione: un movimento che reagisca con tutte le forze disponibili a ogni tentativo di mutilare ulteriormente i poteri di controllo, a cominciare dalla magistratura e dall'informazione. Ora, siccome Berlusconi ha annullato la marcia contro i giudici del 13 febbraio, e siccome quel giorno in tutte le piazze d'Italia migliaia di donne manifesteranno contro l'umiliante modello femminile sbandierato dal premier, ci pare giusto che la loro protesta abbia la precedenza su tutte le altre, evitando inutili sovrapposizioni".
"Invitiamo dunque tutti i cittadini , soprattutto quelli che avevano accolto con entusiasmo il nostro appello a presidiare il Palazzo di giustizia di Milano, a confluire, quel giorno, nella grande manifestazione delle donne. Quanto a noi, la nostra iniziativa è soltanto spostata di qualche settimana: a fine febbraio-inizio marzo daremo vita a un evento della società civile in vista delle elezioni più drammatiche dell'ultimo quindicennio. Ma se il presidente del Consiglio dovesse tornare sui suoi passi, riproponendo iniziative che calpestano principi costituzionalmente garantiti, risponderemo con tutte le nostre forze", concludono firmando: Per Legittima Difesa Michele Santoro Barbara Spinelli Marco Travaglio.
(02 febbraio 2011)

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